venerdì 23 settembre 2016

Ai ragazzi di Azione Studentesca

Ho conosciuto Azione Studentesca ai tempi del liceo: erano gli ormai lontanissimi anni '90, io frequentavo il glorioso Nucleo Giulio Cesare e il responsabile cittadino era una ragazza appena ventenne di nome Giorgia Meloni.
Un'esperienza che mi ha segnato irrimediabilmente: AS era un movimento eccezionale, fatto di studenti veri che vivevano la comunità prima ancora di capire esattamente cosa significasse.
La sua grandezza è stata la capacità di incarnare lo spirito del proprio tempo: finalmente la destra mobilitava le piazze, entrava nelle occupazioni, organizzava cortei per dar voce a quanti volevano costruire un sistema scolastico incentrato sugli studenti invece che sui sindacati dei professori, protestava contro le riforme minimaliste e tecnocratiche di Berlinguer e della Moratti ma dalla prospettiva identitaria del pensiero forte, senza obbedire a chi ancora scimmiottava un '74 fuori tempo massimo.
Divenni Responsabile Nazionale di Azione Studentesca nel 2004, quando Giorgia vinse il congresso di Viterbo dando vita alla bellissima nuova stagione di Azione Giovani.
Anni indimenticabili.


Mentre guidavo AS, ebbi la soddisfazione di vederla al suo massimo splendore: per ben due anni il nostro movimento totalizzò il maggior numero di presidenti di Consulta Provinciale degli Studenti superando lo storico monopolio dell'Unione degli Studenti. Un risultato unico nella storia della destra, il cui merito va ai tantissimi ragazzi che da ogni parte d'Italia animavano e riempivano di contenuti e di passione il nostro movimento.
Mi piacerebbe ringraziarli uno per uno, ma non faccio nomi per non far torto a quanti inevitabilmente dimenticherei in un elenco brulicante di volti che hanno incarnato e dato vita a un sogno, da Pordenone a Catania passando per Reggio Emilia e Cosenza. Sarebbe bello vivere ancora con voi la passione di quegli anni, ma l'orologio del tempo non gira mai al contrario, e stare nel movimento giovanile a 34 anni sarebbe ridicolo.
A tutti coloro che hanno condiviso questa esperienza con me, e che fortuitamente sono inciampati in questa lettera, vorrei che giungesse il mio più sincero ringraziamento: per piccolo che sia, abbiamo fatto il nostro pezzo di rivoluzione. E quel che è più bello è che nel farlo ci siamo davvero divertiti.


Scopro che, a 20 anni dalla sua fondazione (letteralmente, in un millennio diverso), i sedicenni di oggi decidono di recuperare il simbolo e il nome di Azione Studentesca - un movimento nato prima di loro - per dare uno scossone a un movimento giovanile agonizzante.
Non condivido la scelta: avrei voluto che i nostri eredi avessero il coraggio e la fantasia di inventare qualcosa di completamente nuovo, perché mi è stato insegnato che qualunque idea sia già venuta a qualcun altro è un'idea vecchia.
Non condivido ma li capisco: nella completa inesistenza di un movimento giovanile loro hanno avuto voluto ripartire dagli ultimi ricordi felici, come un viandante che, persa la via e trovatosi nel mezzo di un deserto, ritornasse indietro sui suoi passi fino all'ultimo tratto riconoscibile di sentiero e da lì provasse una nuova direzione. Non è tanto colpa loro, ma di chi ha smesso di insegnare loro a gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Ma a questo punto, ragazzi, mi auguro che sappiate recuperare non solo il simbolo di AS - quella croce che rappresenta l'immortalità dell'anima, l'eternità della lotta, il vincolo della comunità, il rigenerarsi continuo della tradizione - ma la sua tensione rivoluzionaria, la sua insoddisfazione nervosa; che sappiate individuare un percorso nuovo senza ripercorrere ciò che è stato, sfruttare gli antichi simboli come un trampolino e non come una gabbia, dimostrando che anche dall'albero secco può rinascere un ramo più verde e più alto di quello che lo ha preceduto.
Mi auguro che sappiate resistere al realismo cinico e modaiolo, percepire ogni ingiustizia al mondo come fatta sulla vostra pelle, incarnare quello spirito della comunità a volte tradito da chi avrebbe dovuto insegnarvelo, sentirvi parte di qualcosa di grande e bello, di qualcosa che è destinato a cambiare il mondo: solo così sarete in grado di cambiarlo davvero.

Ciò che farete oggi vi segnerà per tutta la vita: assaporatene ogni istante. Imboccate strade che altri vi diranno essere perdenti, affezionatevi a un'idea tanto da costringerla a divenire realtà, sognate senza timore di svegliarvi, illudetevi a costo di rimanere continuamente delusi, non vi rassegnate mai, dimostrate a voi stessi che si può incarnare davvero la fedeltà, l'onore, il coraggio, la disciplina, il superamento di sé... E rifiutate con violenza i consigli di chi vorrà convincervi che bisogna pensare alle cose importanti, dedicare il tempo alle cose serie..: non c'è niente al mondo più importante e più serio della vostra rivoluzione.
Se saprete aprire strade nuove, parlare linguaggi nuovi, incoronare nuovi eroi, battere nuovi sentieri senza alcun riguardo nei confronti del passato e della nostra generazione, noi probabilmente non vi capiremo. E quando non vi capiremo sarete sulla strada giusta.

In bocca al lupo.


Michele Pigliucci
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