lunedì 1 giugno 2015

"Malnutrizione e obesità: il paradosso da eliminare"

L'EXPO di Milano ha un lascito intellettuale per tutti. La nostra ambizione è che il tema "Nutrire il pianeta, energia per la vita" sia anche un'occasione di dibattito e riflessione per tutti i visitatori. Perché il cibo è sicuramente cultura ed espressione vitale di un Paese, ma è anche elemento di giustizia sociale e di equilibrio ambientale. In questo senso il titolo di EXPO 2015 "Nutrire il pianeta" può essere un titolo di sfida per individuare soluzioni concrete che rispondano ai bisogni di una popolazione mondiale che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi di persone, per cui cibo e acqua saranno insufficienti, e che già oggi è segnata da un'innaccettabile ingiustizia nella distribuzione delle risorse alimentari.
Su una popolazione attuale di 7 miliardi, da una parte ci sono 805 milioni di persone che soffrono di malnutrizione. Dall'altra, nei Paesi più ricchi, l'emergenza è invece la sovralimentazione, che ha prodotto un notevole aumento di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e tumori. Quindi ci troviamo nella situazione paradossale per cui in questo stesso istante c'è chi muore per poco cibo e chi muore per troppo cibo. Come trovare al più presto un equilibrio fra questi estremi? Le conoscenze della scienza e della tecnologia sono le prime candidate a identificare una soluzione, ma da sole non bastano, se non sono affiancate da comportamenti responsabili, come la riduzione degli sprechi e del consumo di carne. E' necessaria nel mondo occidentale una nuova etica della responsabilità, basata sulla convinzione che ognuno di noi può contribuire a cancellare oggi le tragedie legate alla mancanza o l'eccesso di cibo, e scongiurare domani lo spettro di un Pianeta affamato ed assetato. Non è per nulla difficile: basta mangiare meno, che significa anche precare meno, e il più possibile vegetariano. La carne è un cibo non sostenibile, oltre che dannoso per la salute. E' stato calcolato che per produrre un chilo di carne sono necessari 20 mila litri di acqua, mentre ce ne vogliono 1.000 per ottenere un chilo di cereali. Gli animali da macello trasformano in carne da consumare non più del 10% del cibo che ricevono, e che potrebbe essere impiegato direttamente nell'alimentazione umana. Pochi sanno che circa il 50% dei cereali e il 75% della soia prodotti nel mondo servono per nutrire 4 miliardi di animali da trasformare in cibo per un miliardo di persone sovralimentate, invece che per sfamare persone disperate. Ma ancor meno sono coscienti del fatto che in questo quadro già critico i Paesi emergenti stanno acquisendo le abitudini alimentari dell'occidente, e prima fra tutte il consumo di carne.
Si prospetta dunque l'incubo di un Pianeta in cui avremo più animali d'allevamento che uomini, infrangendo ogni tipo di equilibrio dell'ecosistema terrestre. Anche Albert Einstein, diventato vegetariano negli ultimi anni della sua vita, ha dichiarato "Niente aumenterà la possibilità di sopravvivenza di vita sulla Terra quanto l'evoluzione verso un'alimentazione vegetariana". Eppure anche di fronte a questo spettro, dobbiamo però essere fiduciosi perché sono chiari, soprattutto nelle nuove generazioni, i segnali di una presa di coscienza molto profonda. Il principio del consumismo esasperato nei confronti del cibo così come delle altre risorse naturali è ormai al tramonto per lasciare spazio a una sensibilità speciale alla protezione del Pianeta. I giovani di oggi sono cittadini del mondo e tutto il mondo è la loro casa, quindi da loro possiamo imparare un atteggiamento più responsabile verso gli atti individuali. Con una nuova generazione collaborativa, anche la scienza potrà ingegnarsi per "nutrire il pianeta". (...)
Con la diffusione dell'idea del valore etico del cibo e con linee guida scientificamente condivise per una agricoltura moderna, raggiungeremo un rapporto più equilibrato fra uomini, animali e piante e gli ecosistemi ad essi collegati, e faremo concreti progressi verso una riduzione della fame nel mondo e dell'incidenza delle malattie legate all'ambiente e all'alimentazione.

Umberto Veronesi
(Il Corriere della Sera, speciale EXPO, 1 maggio 2015, p.3)
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