mercoledì 10 dicembre 2014

Il nano dentro noi

Gramsci odiava gli indifferenti, io li capisco. E li compatisco.
Li capisco perché in ciascuno di noi si nasconde un nano vigliacco, un pavido, uno che vorrebbe starsene soltanto tranquillo, senza doversi schierare, senza combattere, senza difendersi, senza scegliere (chi scrive non fa ovviamente eccezione). Si tratta del nano che alberga nei nostri cuori, e che ci invita ogni giorno, sussurrando con la voce suadente, a cercare gli angoli ombrosi fuggendo la luce del sole.
Che c'è di male, tutto sommato, a cercare la quiete, il silenzio, il niente?
C'è che questo nano mente.
Mente, perché in tutto ciò che facciamo e non facciamo stiamo prendendo una posizione, perché quel "niente" verso il quale ci spinge è in realtà una delle due trincee, scegliendo la quale stiamo comunque combattendo da una parte, invece che dall'altra.
Mente perché la neutralità non esiste, gli schieramenti sono sempre due, e stare da una parte o dall'altra fa la differenza.
Mente perché la "forza è qualità che viene giudicata per quel che fa o non fa", e ciascuno di noi è responsabile delle proprie omissioni, almeno quanto delle proprie azioni.
Mente perché non esiste nell'agire umano alcun atto neutro, vuoto, indifferente, privo di carica morale, di significato. Stare fermi su una sedia, scegliendo di non combattere mentre la battaglia infuria, significa combattere a favore del più forte.
E così è una scelta attiva quella di ignorare i mille e mille angoli della terra nei quali un essere vivente (umano o non umano) sta soffrendo, fare spallucce, girare lo sguardo altrove, sgomberare la mente.Non si sfugge al nostro essere uomini. Quando nel Paradiso Terrestre abbiamo deciso di disobbedire a Dio e di cogliere dell'albero della conoscenza del Bene e del Male, abbiamo scelto di scegliere sempre. O il Bene, o il Male. Tertium, ehu!, non datur.

Capisco chi cede al canto sireneo di questo nano, e capisco anche Gramsci e il suo odio nei confronti di queste spine dorsali morbide, di questi uomini che scelgono di esercitare la propria libertà nella maniera peggiore: che scelgono di non scegliere, convinti sia possibile.
Capisco il suo odio, perché non c'è nefandezza al mondo, non c'è crudeltà, non c'è ingiustizia che non si sostenga sull'indifferenza.
Nell'esercito del male l'armata degli indifferenti è la più forte, perché costoro credono di non combattere.

Così coloro che mi chiedono conto della scelta vegetariana spesso ignorano di aver fatto una scelta altrettanto forte. Mangiare carne per abitudine, o per indifferenza, significa scegliere di farlo, decidere liberamente della vita di alcuni individui animali che in base a questa scelta vivranno o moriranno.
E' una scelta legittima. Purché non ci si nasconda dietro l'illusione di non averla fatta.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Proprietà intellettuale

Licenza Creative Commons
I contenuti di questo blog sono di Michele Pigliucci e sono liberamente utilizzabili alle condizioni previste dalla licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported License.