giovedì 11 luglio 2013

La libertà è uguale per tutti

Alfred, David, Xsara, Susi sono 4 dei 38 scimpanzé vissuti per trent'anni in un laboratorio di vivisezione. Hanno passato tutta la vita chiusi dentro gabbie molto piccole, cavie per esperimenti farmaceutici: ad alcuni è stato iniettato il virus dell'HIV, ad altri è stata indotta l'epatite, il tutto in strutture asettiche e igeniche, bianche, senza finestre e illuminate dalle luci al neon, senza venire mai in contatto tra di loro né vedere la luce del sole.
Dopo 30 anni sono stati finalmente liberati, accolti nel parco austriaco Gut Aiderbichl animal Sanctuary, vicino Salisburgo in Austria.
Queste sono le immagini di quando è stata loro aperta la porta: per la prima volta nella vita hanno visto la luce del sole.
Immaginate di rimanere rinchiusi per decenni dentro una gabbia, di vivere nella paura e nel dolore per i cruenti esperimenti a cui siete sottoposti. Immaginate di non avere alcuna prospettiva di vita.
Immaginate poi di venire condotti in un luogo diverso, una stanza più grande dove incontrerete altri reclusi come voi: d'un tratto, per la prima volta nella vostra vita, si apre la porta.
La vostra reazione, non ho dubbi, sarebbe proprio questa:


venerdì 5 luglio 2013

Svuota-carceri

L'altro giorno a Pinerolo alcune tigri hanno ucciso il carceriere: secondo i giornali le amava come figli, ma che io sappia i figli non si tengono chiusi in gabbia.
Sono ancora tantissime le prigioni in Italia e in tutto il mondo, dentro le quali milioni di animali nati liberi trascorrono i propri giorni per il nostro annoiato divertimento nel guardarli. Non serve essere animalisti per provarne compassione.

Oggi è la giornata mondiale contro la cattività dei mammiferi marini. Dedicate qualche minuto a guardare questo bel video e la prossima volta che i vostri figli vi chiederanno di visitare lo ZooMarine o l'Acquario di Genova, spiegate loro che anche gli animali amano la libertà.
Esattamente come noi.


lunedì 1 luglio 2013

Mario Adinolfi sui matrimoni gay

Mario Adinolfi, del Partito Democratico, ha scritto questa lucida e condivisibile analisi riguardo il tema dei matrimonii tra omosessuali:
PERCHE' SONO CONTRARIO AL MATRIMONIO GAY di Mario Adinolfi

Con la sentenza della Corte Suprema Usa (per carità, è solo un primo passo, ma la pallina ormai è su un piano inclinato) il matrimonio gay, già sdoganato in mezza Europa, si appresta a diventare tema di dibattito anche in Italia e prima o poi legge. Mi rendo conto dell'impopolari
tà della mia posizione, in particolare a sinistra dove comunque ricordo la linea del Pd è contrario al matrimonio omosessuale e a favore delle unioni civili "alla tedesca" (linea su cui concordo in pieno), ma io sono stato sempre e resto contrario alle nozze gay. Provo a riassumere il perché in cinque rapidi motivi.

1. Per me il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna, questo è stato per millenni. Dal matrimonio derivano diritti e doveri. La battaglia per il matrimonio omosessuale non è una battaglia per una parolina (chiamarla "matrimonio" o "pippo" cosa cambierebbe?) è la battaglia per i diritti che ne conseguono. I tre fondamentali temi di controversia sono il diritto "a formarsi una famiglia", il diritto di successione e il diritto alla reversibilità della pensione. Sono due diritti che io contesto possano essere riconosciuti fuori dal matrimonio tra un uomo e una donna.

2. Se il matrimonio è solo un timbro pubblico sul proprio amore e "davanti all'amore lo Stato non può imporre a nessuno come comportarsi", al momento dovessimo ammettere la rottura del principio sacro per millenni che il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna, perché limitarci a rendere legale e matrimoniale solo il rapporto tra due donne o due uomini? Perché non accettare che ci si possa amare in tre? O in quattro? Se un bambino riceve amore uguale a quello di una madre e di un padre da due papà, perché non da quattro? O da tre papà e una mamma? O dal papà che ama tanto il proprio cane e vuole che la sua famiglia sia composta dal papà, dal cane e dal bambino ottenuto da una madre surrogata? Il cane dimostra tanto affetto verso il bimbo, quasi gli somiglia. Se rompiamo la sacralità del vincolo matrimoniale tra uomo e donna, ogni rapporto "stabile" potrà alla lunga trasformarsi in matrimonio, sarà un diritto incontestabile. Con conseguenze inimmaginabili.

3. Su due uomini possono sposarsi ne deriva il pieno diritto a "formarsi una famiglia". Senza limitarsi al diritto all'adozione, no, quello è il meno. I precedenti ci dicono che il diritto a figliare forzando la natura sarà pienamente tutelato. Il caso più noto è quello di Elton John e di suo "marito" David. Sono decine di migliaia già i casi similari. Elton e David vogliono un figlio. La natura pone un limite a questo loro bisogno, come è noto. Ma Elton e David vogliono, fortissimamente vogliono. Sono sposati e ora come tutte le coppie vogliono un figlio. Allora affittano (Dio mio, faccio fatica persino a scriverlo) l'utero di una donna, mescolano il loro sperma e con quel mix la ingravidano, nasce il piccolo Zac che appena nato istintivamente viene posato sul ventre della madre e naturalmente cerca il suo seno. Zac viene però immediatamente staccato a forza da quel suo rifugio naturale e consegnato ai "genitori". Il bimbo per un anno intero non fa altro che piangere, Elton se ne lamenta graziosamente in qualche intervista e racconta che per placarlo faceva "tirare" il latte al seno della madre naturale per allattarlo poi con il biberon. Io l'ho trovata una storia agghiacciante, una violenza terribile fatta al più debole tra gli umani, il neonato. La moda imperante considera tutto questo invece molto glamour.

4. Se il vincolo matrimoniale non è più quello tra un uomo e una donna, il diritto alla successione riguarderà prima di tutto il coniuge. Ho un amico ricco e anziano, che fin dai banchi del liceo ha come migliore amico un suo compagno sostanzialmente nullafacente che vive di espedienti. Gli ha dato rifugio in casa, una casa enorme e vivono sotto lo stesso tetto. Da più di cinque anni ormai. Mi racconta sempre il mio amico ricco che spera da tanto tempo la legge sul matrimonio omosessuale perché vuole lasciare l'eredità e soprattutto la sua pingue pensione all'amico, non a quella megera della ex moglie e alla di lei (e di lui) prole, da lui qualificata come avida e ingrata. Anche qui c'è un lato glamour, anche se il mio amico non è per niente gay, anzi. Io vedo però diritti negati e anche un'opportunità: alla dipartita del mio amico anziano, andrò io a convivere nell'enorme casa con il suo amico, che è più anziano di me di vent'anni e morirà presumibilmente prima di me, lasciandomi avendomi omosessualmente sposato il diritto alla pingue pensione reversibile. E così via.

5. L'impatto del matrimonio omosessuale sul tessuto sociale, su quel poco di stabilità che resta nelle nostre convinzioni ancestrali, persino sui conti pubblici in materia previdenziale, sarebbe devastante. Non ce rendiamo conto e pensiamo che sia solo una materia alla moda per sentirsi tanto moderni e progressisti. Sei contrario al matrimonio omosex? Sei medievale. Con buona pace dei liberal contrari ad ogni discriminazione, pronti però a discriminarti per un'opinione discordante.

Credo che ormai la mia sia una battaglia persa, la Corte Suprema Usa si è piegata allo "spirito dei tempi" ed ormai è solo questione di tempo. Resta, però, un fatale errore.
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