martedì 25 giugno 2013

C'è qualcosa da capire

L'ultimo prete inca, avvicinando la morte
Radunò attorno a sé pochi superstiti
Le mani quasi giunte
Su un arbusto mai visto sedeva accovacciato sulla terra
"imparerete ad amarla in pace e in guerra"
Grigie pietre le strade lastricate
Grigie pietre le case inutilmente fortificate
Fessure i volti bruni di sole, sole,
Tra tessuti sgargianti di colore
"è vostra questa pianta dono del creatore
A lui salga la lode, voi che pagate crudele salvatore"
E gli occhi suoi già stanchi prendevano commiato
Velando con lo sguardo
Le mille meraviglie del creato,
"in alto trasparente denso il cielo immobile vicino
In basso umide nuvole rumore
Di foresta lontano, lontano, lontano
Renderà sopportate fame fatica orrore
Le vostre sofferenze allevierà amate creature
Vi terrà compagnia quando sarete soli di necessità
Per ultimo non ultimo li polverizzerà"
Se ne presero cura devota silenziosa
Impotente difesa masticata preghiera
Nei secoli fedeli senza speranza qualche parola stanca
Un prete, un dono, una divinazione...
Qualcuno, senza merito, ne canta la canzone
Non si sa mai, c'è qualcosa da capire
Per quanto il senso sia difficile da dire
Difficile da dire per quanto il senso sia
C'è qualcosa da capire, non si sa mai
Impotente difesa masticata preghiera
Rende sopportate fame fatica orrore
Le sofferenze allevia amate creature
Tiene al caldo chi è solo di necessità
Per ultimo non ultimo li polverizzerà.

Giovanni Lindo Ferretti, “Polvere”
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