lunedì 4 febbraio 2013

Cercare Dio con la ragione?

"O voi tutti assetati venite all'acqua
chi non ha denaro venga ugualmente;
comprate e mangiate senza denaro
e, senza spesa, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro patrimonio per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone,
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchio e venite a me,
ascoltate e voi vivrete.(...)

Cercate il Signore, mentre si fa trovare, 
invocatelo, mentre è vicino."
Isaia 55, 1-2, 6


Sant'Agostino incontra un bambino sulla spiaggia
Chi cerca Dio nella filosofia, negli strumenti della ragione umana, come può trovarlo?
Ciascuno di noi è come chi si trova di fronte a un affresco immenso e splendido, di cui da vicino può osservare soltanto l'infinitesima parte, il pur meraviglioso dettaglio.
Il filosofo è colui che asseconda il desiderio bulimico di osservare il disegno nella sua interezza, e pensando di avere occhi abbastanza grandi li alza verso la parete e cammina all'indietro, cercando di vedere l'opera per intero: ma così facendo rischia di allontanarsene sempre di più.
Il risultato è che, nel vano tentativo di guardare il tutto senza averne gli strumenti (siamo pur sempre minuscoli esseri umani, come Sant'Agostino sulla spiaggia), rischia di non accorgersi della commovente bellezza del dettaglio di fronte cui è nato, che è la più grande e certa prova dell'esistenza di quel Dio che cercato nel grande si fa trovare nel piccolo.
Bisogna contemplare quel dettaglio con gli occhi sazi di un bambino (o di un animale), godere della bellezza di ciò che abbiamo di fronte, e non seguire l'avidità del nostro sguardo adulto. Pregare e contemplare, oltre che pensare.
Solo allora scopriremo che il Cantico delle creature, del Santo fra i Santi, non è una bella poesia, ma la più alta meditazione filosofica su Dio.



Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
 
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
 
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
 
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
 
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
 
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
 
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
 
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

San Francesco
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