giovedì 10 gennaio 2013

La Madonna e la zingarella

Stamattina mi sono svegliato e mia moglie cantava questa canzone, composta in Sicilia tanti secoli fa.
...è proprio vero: 'na donna dentro casa è n'antra cosa
LA MADONNA E LA ZINGARELLA

Zingarella
Dio ti salvi bella signora,
e ti dia buona ventura.
Benvenuto vecchierello
con questo bambino bello.

Madonna
Ben trovata, sorella mia.
La sua grazia Dio ti dia,
ti perdoni i tuoi peccati
l'infinita sua bontade.

Zingarella
Siete stanchi e meschini
credo, poveri pellegrini,
che cercate d'alloggiare
vuoi, Signora, scavalcare.

Madonna
Tu che sei sorella mia,
tutta piena di cortesia,
Dio ti renda la carità
l'infinita sua bontà.

Zingarella
Oh scavalca, signora mia.
Hai una faccia di una dia.
Ch'io terrò la creature
che sto cuore m'innamora.

Madonna
Noi veniamo da Nazaretto,
semo senza alcun ricetto;
arrivati alla strania
stanchi e lassi della via.

Zingarella
Sonno donna zingarella;
benché sono poverella,
t'offerisco la casa mia
benché non è casa per tia.

Madonna
Or sia da me Dio lodato
e da tutti ringraziato.
Sorella le tue parole
mi consolano al cuore.

Zingarella Se non è come meritate
signoruccia perdonate;
come posso io meschina,
accettar una regina?

Aggio qua una stallicella,
buona per la somarella;
paglia e fieno se ne getto;
che per tutto lo ricetto.

E tu, vecchierello, siedi
sei venuto sempre a piedi.
Avete fatto, o bella figlia,
trecento e tante miglia

Oh che bello sto figliarello
che par fatto col pennello.
Non ci so dare assomiglio,
bella madre e bello figlio.

E sei sta a Bettelemme
signoruccia, ancor teme?
Non avere più paura
sei arrivata alla buon ora.

Se ti piace o gran signora
t'indovino la venture
Noi signora cosi fino
facciam sempre l'indovino

Ma quel che dirò a te,
tu lo sai meglio di me.
Alla tua bella presenza,
mostri assai di sapienza

Esco pazza d'allegrezza,
piena son di contentezza.
Che da quanto io discerno
fosti eletta tu ab eterno.

Fosti sempre da Dio amata,
pura, santa, immacolata;
tu sei quella di Dio madre,
che ha in cielo suo Padre.

Anna chiamavasi la tua madre
e Gioacchino il tuo padre.
Ti chiamerò, signora mia,
col bel nome di Maria.

E cresciuto ti presentaro
ed al tempio ti portaro.
Là mangiavi, là dormivi,
là insegnavi là leggevi.

Poi ti dettero questo sposo,
puro, santo e grazioso.
Per miracolo di Dio,
la sua verga li fiorio.

Concepisti sti bambino
per lo Spirito Divino.
Questo figlio è vero tuo,
ma sto sposo non è padre suo.

Tu sapesti il che, il come,
avea Dui da farsi uomo.
Ti dotò di tante dote,
nella tua concezione.

Dio mandò l'ambasciatore,
Gabrielle con splendore:
eri in camera serrata,
quando fece l'imbasciata.

E di grazia ti disse piena,
sei del ciel fatta regina.
Il Signore già è con tia
Dio ti salvi a te Maria

Nel vederti salutata,
nel interno eri turbata.
Maria levati ogni pianto;
ciò è per opera dello Spirito Santo.

Tu sarai vergine e madre,
per la tua grande umilitate.
Benedetto ne sia il frutto,
redentor del mondo tutto.

Allo subito umiliata,
acconsentisti all'imbasciata.
Son l'ancella del Signore:
venga, venga il Redentore.

Di là a tempo tu partisti,
collo sposo te ne gisti;
camminando a Bettelehemme
e passaste tante pene.

Non poteste allor trovar,
da potervi alloggiare,
che una grotta alla strania...
come facesti signora mia?

Oh che povero ricetto.
Senza fuoco, senza letto.
Credo ancora che la grotta
era bagnata e poco asciutta.

A mezzanotte partoristi;
senza dolore lo facisti,
questo figlio inzuccherato
tanto al mondo desiato.

Riverente l'adorasti,
ed in panni l'infasciasti.
Lo mettesti, signora, poi
in mezzo a l'asino e lo buoi.

Una sola magiatoia...
n'è lo ver, bello signora?
Oh che notte d'allegrezza;
tutto gaudio e contentezza.

Fu la notte risplendente
che stupi tutta la gente.
Nacque Cristo in sulla terra,
mise pace e levò guerra.

Li pastori l'adorarono
li presenti gli portarono;
e dicevan per la via,
è già nato il gran Messia.

Ora tu, signora mia,
che sei piena di cortesia,
mostramelo per favore,
lo tuo figlio, il Redentore.

Madonna
Datemi, oh caro sposo,
lo mio Figlio grazioso;
quando vide sta meschina
zingarelli ch'indovina.

Questo, sorella, è lo tuo Dio,
ch'è lo cuore e lo stato mio,
Guarda bene sto bel viso;
allegrezza di paradiso.

Figlio è dell'Eterno Padre
come Dio di maestade
e come uomo e figlio mio
per sua mera cortesia.

Ecco sorella il Redentore;
venne qua pel peccator.
Pate Lui, pato io,
e sto caro sposo mio.
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