giovedì 28 giugno 2012

Coraggio e coerenza: questi sconosciuti. Tre domande per la Giovane Italia

Che la Giovane Italia voglia tornare a parlare di politica, come ha fatto nella tre giorni di Fiuggi organizzata da Annagrazia Calabria, è una notizia assolutamente positiva.
A parte i video agiografici di persone ancora in vita, le musichette da cabaret e le solite scene un po' patetiche di adorazione collettiva, la tre giorni di Fiuggi è stata un momento di confronto assolutamente positivo per i dirigenti che hanno finalmente avuto l'occasione di confrontarsi di nuovo sulla politica locale, nazionale, europea e di elaborare proposte concrete.
Anche il titolo #Oraleproposte, che non mi aveva trovato entusiasta (avrei preferito #Oraleproteste, o #Oralarivoluzione) è risultato comunque uno stimolo per provare a superare le legittime differenze culturali e di storia politica, e confrontarci costruttivamente per individuare battaglie politiche comuni per la Giovane Italia.
Una di queste battaglie era quella contro la assurda, indegna, vergognosa riforma del mercato del lavoro proposta dalla Fornero: con grandi dichiarazioni di intenti, tutti contenti, abbiamo delegato la nostra voce al deputato di riferimento della GI, il coordinatore Annagrazia Calabria. La quale ha recepito le richieste di Fiuggi e si è assunta l'onere di rappresentarlo davvero, questo mondo giovanile: "La riforma del mercato del lavoro che sta per essere approvata penalizza fortemente le nuove generazioni e per questo ho deciso di non votarla" ha detto in un sussulto di orgoglio, condiviso dalla stragrande maggioranza della Giovane Italia. (per leggere il comunicato clicca qui e qui).
Fin qui tutto bene.
Ciò che scopriamo invece senza alcun piacere è che in sede parlamentare Annagrazia la suddetta riforma l'ha votata eccome: negli articoli 2, 3 e 4 sui quali il governo ha posto la fiducia.
Un po' di considerazioni dunque:

1. Io comprendo come per motivi di realismo politico e di disciplina di partito a volte ci si ritrovi costretti a votare provvedimenti che non si approvano completamente. Per la verità è una pratica che non condivido (ciascuno è responsabile delle proprie azioni) ma che capisco. Quello che mi chiedo è: perché allora rilasciare dichiarazioni pubbliche nelle quali si promette di fare il contrario? Perché non ammettere in tutta onestà che questa riforma è una immondizia, ma bisognava votarla?
2. Il movimento giovanile dovrebbe, anzi deve essere la voce "contro" per definizione. E' il movimento dei giovani, di quelli che non scendono a compromessi, quelli ribelli e indisciplinati per definizione. I giovani sono sempre tutti un po' estremisti e guasconi, difficilmente controllabili nel loro inseguire il sogno della rivoluzione. E allora come è possibile che non si possa neppure rivendicare il diritto a votare no su una questione come questa? Com'è possibile che l'onorevole Guido Crosetto, dall'alto dei suoi 48 anni, dimostri più coraggio dei giovani e si assuma la responsabilità di dire chiaramente "NO", non solo nei comunicati o su twitter ma anche nelle aulee parlamentari?
3. Che senso hanno i momenti di confronto fra dirigenti, le tre giorni, le assemblee, i dibattiti, se poi le posizioni condivise da tutti non si traducono in atti concreti, in "proposte" appunto, e quindi in voti parlamentari?

Sono domande che non credo troveranno risposta. Tutto quello che possiamo fare è porle, scriverle, riportarle, insistere... Perché oggi il futuro dei giovani che presumiamo di rappresentare è nelle nostre mani. In quelle stesse mani che premono un pesantissimo pulsante a Montecitorio, assumendosi la responsabilità di dire di sì, o di no.

3 commenti:

  1. Ora capisco meglio il motivo che ha spinto Giorgia Meloni a nominare Marco Perissa e non te alla Presidenza Nazionale di Giovane Italia.
    Innanzitutto vorrei dirti che alcune affermazioni in questo pezzo sono intrise di un’ipocrisia assurda.
    Partendo dall’inizio, ovvero dalle tue critiche sull’intervento di Berlusconi, non riesco per esempio a comprendere gli strepiti di qualcuno in sala per poter parlare davanti a persone “ancora in vita” e sono ulteriormente stupito dal tuo modo di ridicolizzare “le musichette da cabaret e le solite scene un po’ patetiche di adorazione collettiva” verso un personaggio che ha permesso a tutti noi, ma prima di tutto al partito da dove provieni, di esprimere centinaia di Parlamentari, Presidenti, Assessori e Consiglieri Regionali, Provinciali e Comunali e non ultimo anche un Ministro. (Eppure ricordo ai primi di settembre un palcoscenico gigante per il Presidente e domande preparate ad hoc).
    Entrando nel merito della presunta incoerenza di Annagrazia Calabria, volevo precisarti che, sebbene tu sia stato molto meticoloso nel riportare il comunicato stampa, Annagrazia esprimeva la volontà di non votare la riforma, e non di votare contro la stessa. Caro Michele, quel comunicato stampa è uscito a pochi minuti dal voto finale del provvedimento, provvedimento che la Coordinatrice nazionale NON ha votato favorevolmente e su cui dall’inizio si è espressa in modo negativo; da ultimo ricordo l’impegno che ha preso con i ragazzi di tutta Italia che coordina, in quel di Fiuggi.
    Vorrei inoltre rammentarti (o spiegarti se non lo sapessi) che il voto di fiducia è cosa ben diversa dal voto finale su un provvedimento. Il voto di fiducia è un voto politico che testimonia un sostegno e “una fiducia” al Governo, sostegno che Annagrazia non ha mai inteso mancare a questo Governo fino a questo momento per una logica di responsabilità che prescinde evidentemente da logiche di propaganda o populismo. Il voto finale su un provvedimento invece è un voto che evidenzia il giudizio nel merito del provvedimento.

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  2. Annagrazia sostiene il Governo Monti e si è sempre espressa in tal senso, le volte in cui ha criticato è stato solo nel merito dei provvedimenti, ed in questo caso ha lamentato le profonde criticità della legge con particolare riguardo alla compressione della flessibilità in uscita e alla mancata flessibilità in entrata. E molto probabilmente le motivazioni che hanno spinto lei ad essere contraria alla legge non sono esattamente uguali a quelle che avrebbero spinto te a non votarla.
    Ebbene Annagrazia nella sua coerenza di giudizio sulla legge pur ribadendo il sostegno al Governo Monti, non ha votato la fiducia sul punto 1 che appunto trattava ciò di cui sopra e si è astenuta sul voto finale.
    Annagrazia ha dato un segnale preciso del suo dissenso sul merito del provvedimento.
    Sai Michele, il tuo livore nei confronti di Annagrazia che è poi il recettore finale del livore che hai nei confronti di chi non proviene dalla tua parte politica, (livore che peraltro malceli già dal congresso fondativo del PdL), assomiglia molto di più all’atteggiamento del tuo ex leader Gianfranco Fini e dei suoi fidi scudieri. Probabilmente hai mal digerito l’ottima riuscita dell’evento di Fiuggi, realizzato con poche risorse, (un settimo) rispetto ad altri grandi ed imponenti eventi del Movimento dove i giovani sono – diciamolo – più spettatori che protagonisti (a differenza di Fiuggi), e la grande eco politica e mediatica che ne è seguita. Che il confronto tra eletti, dirigenti e militanti abbia prodotto un risultato programmatico che non ti soddisfa, significa solamente che non tutti la pensano come te, e questi “non tutti” - ca va sans dire – sono più di te e di chi la pensa come te.
    Bisognerebbe avere in alcuni casi come questo la maturità e l’ onestà intellettuale di riconoscere a chi è con te non contro di te il merito di un grande, democratico e partecipativo evento con un semplice “complimenti!” e scrollarsi di dosso la presunzione di poter essere gli unici capaci a concretizzare la proposta politica attraverso una bella manifestazione.
    E poi, caro Michele, non è scritto da nessuna parte che un movimento giovanile – come affermi – debba essere la voce “contro”. Perché l’apologia di principi quali la ribellione, l’estremismo, l’incontrollabilità, ed il sogno della rivoluzione sono concetti più da Federazione dei Giovani Comunisti che da Movimento Giovanile del Popolo della Libertà. E sebbene siano queste argomentazioni valide per aggregare, sono altresì presupposti per circondarsi di gente che non la pensa come me – ed in fondo come te – sono solo specchietti per giovani allodole che ben presto si renderanno conto che i loro ideali e valori fondanti sono profondamente diversi da quelli proposti dal Partito.
    In ultimo, caro Michele, ti invito ad una riflessione. Sei un Dirigente del Movimento Studentesco e di conseguenza un autorevole Dirigente del Movimento Giovanile. Ce ne sarebbero di innumerevoli episodi di “coraggio e coerenza” scarsamente rispettati da persone vicine a te. Ma da umile Dirigente del Movimento ho rispetto del mio partito e sto zitto.

    Alessandro Colorio
    Coordinatore Regionale del Lazio Giovane Italia

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  3. Per approfondire: http://www.camera.it/410?idSeduta=0657&tipo=stenografico#sed0657.stenografico.tit00060.sub00030.int00010

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