venerdì 29 giugno 2012

#NoEsm!

Programma per il fine settimana:
1. Informarsi cosa è l'ESM.
2. Scoprire quanto è grave l'ESM.
3. Arrabbiarsi

giovedì 28 giugno 2012

Coraggio e coerenza: questi sconosciuti. Tre domande per la Giovane Italia

Che la Giovane Italia voglia tornare a parlare di politica, come ha fatto nella tre giorni di Fiuggi organizzata da Annagrazia Calabria, è una notizia assolutamente positiva.
A parte i video agiografici di persone ancora in vita, le musichette da cabaret e le solite scene un po' patetiche di adorazione collettiva, la tre giorni di Fiuggi è stata un momento di confronto assolutamente positivo per i dirigenti che hanno finalmente avuto l'occasione di confrontarsi di nuovo sulla politica locale, nazionale, europea e di elaborare proposte concrete.
Anche il titolo #Oraleproposte, che non mi aveva trovato entusiasta (avrei preferito #Oraleproteste, o #Oralarivoluzione) è risultato comunque uno stimolo per provare a superare le legittime differenze culturali e di storia politica, e confrontarci costruttivamente per individuare battaglie politiche comuni per la Giovane Italia.
Una di queste battaglie era quella contro la assurda, indegna, vergognosa riforma del mercato del lavoro proposta dalla Fornero: con grandi dichiarazioni di intenti, tutti contenti, abbiamo delegato la nostra voce al deputato di riferimento della GI, il coordinatore Annagrazia Calabria. La quale ha recepito le richieste di Fiuggi e si è assunta l'onere di rappresentarlo davvero, questo mondo giovanile: "La riforma del mercato del lavoro che sta per essere approvata penalizza fortemente le nuove generazioni e per questo ho deciso di non votarla" ha detto in un sussulto di orgoglio, condiviso dalla stragrande maggioranza della Giovane Italia. (per leggere il comunicato clicca qui e qui).
Fin qui tutto bene.
Ciò che scopriamo invece senza alcun piacere è che in sede parlamentare Annagrazia la suddetta riforma l'ha votata eccome: negli articoli 2, 3 e 4 sui quali il governo ha posto la fiducia.
Un po' di considerazioni dunque:

1. Io comprendo come per motivi di realismo politico e di disciplina di partito a volte ci si ritrovi costretti a votare provvedimenti che non si approvano completamente. Per la verità è una pratica che non condivido (ciascuno è responsabile delle proprie azioni) ma che capisco. Quello che mi chiedo è: perché allora rilasciare dichiarazioni pubbliche nelle quali si promette di fare il contrario? Perché non ammettere in tutta onestà che questa riforma è una immondizia, ma bisognava votarla?
2. Il movimento giovanile dovrebbe, anzi deve essere la voce "contro" per definizione. E' il movimento dei giovani, di quelli che non scendono a compromessi, quelli ribelli e indisciplinati per definizione. I giovani sono sempre tutti un po' estremisti e guasconi, difficilmente controllabili nel loro inseguire il sogno della rivoluzione. E allora come è possibile che non si possa neppure rivendicare il diritto a votare no su una questione come questa? Com'è possibile che l'onorevole Guido Crosetto, dall'alto dei suoi 48 anni, dimostri più coraggio dei giovani e si assuma la responsabilità di dire chiaramente "NO", non solo nei comunicati o su twitter ma anche nelle aulee parlamentari?
3. Che senso hanno i momenti di confronto fra dirigenti, le tre giorni, le assemblee, i dibattiti, se poi le posizioni condivise da tutti non si traducono in atti concreti, in "proposte" appunto, e quindi in voti parlamentari?

Sono domande che non credo troveranno risposta. Tutto quello che possiamo fare è porle, scriverle, riportarle, insistere... Perché oggi il futuro dei giovani che presumiamo di rappresentare è nelle nostre mani. In quelle stesse mani che premono un pesantissimo pulsante a Montecitorio, assumendosi la responsabilità di dire di sì, o di no.

lunedì 25 giugno 2012

Anima collettiva in elastico ardente

Continuità di gesto
di pensiero
di azione
sequenza di parole
la terra che calpesto
il firmamento
la pioggia
il vento
il sole
la vita che nasce
la vita che cresce
la vita che muore
il soffio del respiro
il fluire del sangue
il pulsare del cuore

materia
carne
corpi
paura
rabbia
amore
serenità
dolore

Anima collettiva in elastico ardente
s'allunga sottile
si tende
si ritrae
s'attorciglia
s'annoda e si distende
regge l'impossibile e si spezza di niente
regge l'impossibile e si spezza di niente
regge l'impossibile e si spezza di niente.

Giovanni Lindo Ferretti

mercoledì 20 giugno 2012

Il prestito è usura

Immagine di Flod http://www.flickr.com/photos/flod/
Il prestito a interesse è usura. Non è una posizione ideologica, è un dato di fatto: chi presta denaro a interesse è a tutti gli effetti un usurajo, perché specula sul tempo: e il tempo non è a nostra disposizione e non è lecito scommetterci su. La stessa Chiesa nel medioevo vietava ai cristiani di prestare denaro a interesse.
L'altro giorno ho ricevuto un tweet:
" che interesse dovrei avere a prestare, se non ne ho un vantaggio? Poi possiamo discutere sul tasso"

È proprio questo il problema: domandarsi sempre quale sia il proprio interesse nello svolgere un azione.
Chi presta, lo faccia per spirito di carità, e chieda indietro soltanto ciò che ha prestato.
Una legge lo tradurrebbe così: è vietato qualsiasi prestito il cui interesse superi il tasso di inflazione.
Ovviamente questo significherebbe: chiusura delle banche (che di certo non ci mancheranno), abolizione del sistema fondato sul debito e dei relativi inevitabili suicidi, fallimento del mercato delle "cravatte" e soprattutto ritorno ad una dimensione sociale più umana, meno isterica e frettolosa, in cui si spende solo ciò che si ha. Non di più, non di meno.
Mica male sognare.

giovedì 14 giugno 2012

giovedì 7 giugno 2012

Forse credono di farci paura...

Neanche fossimo nel Medioevo, sono comparse sulla rete le immagini di una scena orribile, avvenuta in Tunisia: un uomo incappucciato tiene un coltello sulla gola di un ragazzo, neanche trentenne, legato e sdraiato sul ciglio di una buca nel terreno.
L'uomo incappucciato è musulmano, quello legato è cristiano, accusato di politeismo per via del dogma della Santissima Trinità.
L'epilogo del filmato è scontato: dopo aver sbrodolato una lista di maledizioni in lingua araba e di pseudo preghiere (chiedere a Dio il male può essere considerato preghiera?) il macellaio sgozza e decapita il ragazzo, come se stesse facendo una cosa assolutamente naturale. Poi solleva la testa spiccata dal corpo e grida altre follie.
Non può non disgustarci il fatto che esista una simile barbarie a pochi chilometri dalla Sicilia. È semplicemente fuori dalla comprensione umana, almeno per noi che la civiltà la abbiamo inventata, e non possiamo non notare come cose simili purtroppo succedano ancora nei paesi arabi, soprattutto in quelli "liberati" dalla cosiddetta "primavera".
Non è la prima né l'ultima volta: i cristiani sono vittime dell'odio da parecchi secoli, e decapitazioni come questa la storia della Chiesa ne ricorda fin troppe, anche molto recenti. Non piangiamo per questo ragazzo: il buon Dio ha voluto regaragli il martirio, la più alta forma di dono di sé per la fede e per l'espiazione dei peccati del mondo. Non c'è veramente alcun dubbio che in questo esatto momento a costui sono stati rimessi tutti i peccati, e sta godendo e godrà per sempre della dolcezza di una vita che non avrà mai fine, privata oramai dei tanti nostri dolori di uomini. Non avrà settanta vergini ma vedrà il volto amabile della Vergine, e la Gerusalemme celeste trasfigurata con tutto il creato in un eternità senza dolore.
Se dobbiamo piangere e pregare per qualcuno, facciamolo piuttosto per il suo aguzzino, perché "non sa quello che fa", e non sa quanto pagherà per ciò che ha fatto, quando Dio gliene chiederà conto.
Ma perché diffondere un video del genere? Sicuramente non per fare del bene alle cause del mondo musulmano: video come questi fanno apparire l'Islam una religione di barbarie e terrore, e vanno ad alimentare la suggestione che esistano "popoli eletti" e "popoli dannati". Lo stesso commentatore della TV egiziana che ha trasmesso il filmato si interroga: "è questo l'Islam?". Già, ce lo chiediamo tutti.
Lo scopo è metterci paura.
Non ci sono riusciti. Il volto sereno del ragazzo, che di fronte alla morte non si dimena, non piange, non bestemmia, è l'immagine della sicurezza serena di una religione che contrappone l'amore all'odio, e di una civiltà che non si lascia intimorire da un vigliacco armato di coltello. E' la "pietra di scandalo", l'immagine del buon ladrone che vede innanzi a sé il volto santo di Cristo che gli dice: "Oggi stesso, tu sarai con me in Paradiso".
Forse il macellaio avrebbe voluto sentirlo gridare, vederlo piangere disperato, implorare pietà. Non l'ha avuta vinta: la disperazione appartiene a chi non conosce Dio, o a chi ha bisogno di un coltello per onorarlo. Grazie a quel video il mondo oggi sa quanto sia dolce morire per Cristo.
Il volto di questo ragazzo, sereno di fronte alla morte, ci sia da monito e ci accompagni nelle nostre miserie di ogni giorno.

Di questa vita perduta, totalmente mia, e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera per quella gioia, attraverso e malgrado tutto. In questo grazie in cui tutto è detto, ormai, della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di oggi, e voi, amici di qui, accanto a mia madre e a mio padre, alle mie sorelle e ai miei fratelli, e al centuplo, accordato come promesso! E anche a te, amico dell'ultimo minuto, che non sapevi quel che facevi. Sì, anche per te voglio dire questo grazie e questo “ad-Dio” con te. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due. Amen! Inch Allah!!
Frére Christian de Chergé, monaco decapitato insieme ai confratelli in Algeria nel 1996.

lunedì 4 giugno 2012

Agenzie di rating, “disegno criminoso” Ops!… Monti è uomo di Moody’s

da Il Vostro.it:

Dopo il declassamento-screditamento dell'Italia di Standard & Poor's, Moody's e Fitch, le indagini della Procura di Trani evidenziano come dietro alla destabilizzazione dei mercati, con l'innalzamento dello spread, ci fosse una "serie di artifici". La trama s'infittisce quando si scopre che il capo del Governo tecnico è stato "Senior European Advisory Council" di una delle agenzie di rating incriminate

Francesco Filini
Mario Monti e Giorgio Napolitano Mario Monti e Giorgio Napolitano

ROMA – La procura di Trani ha chiuso lo scorso 31 Maggio le indagini su Standard & Poor’s, l’agenzia di rating indagata insieme a Moody’s e Fitch a seguito della denuncia dell’Adusbef e di Federconsumatori sul report del 6 Maggio 2010, dove bollavano l’Italia come “Paese a rischio”. I successivi attacchi sull’affidabilità creditizia del Belpaese, fatti di continui declassamenti e giudizi negativi, hanno progressivamente incentivato la fuga degli investitori e fatto alzare lo Spread, provocando un caos e un’instabilità politica tale da costringere alle dimissioni l’allora Premier Berlusconi a favore di Mr. Mario Monti, l’uomo espressione diretta della finanza mondiale.
DESTABILIZZAZIONE DEL PAESE Secondo il Pm Michele Ruggiero, S&P avrebbe messo in essere “una serie di artifici concretamente idonei a provocare una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”, con l’aggravante di “aver cagionato alla Repubblica Italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravità”. Accuse pesanti che secondo Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori mettono in luce un disegno a dir poco inquietante: “quando si leggeranno le carte della corposa inchiesta della Procura di Trani, corredata dalle intercettazioni telefoniche tra la sede di Milano e quella di New York di Standard & Poor’s ci si renderà conto non soltanto di manipolazioni continuate e pluriaggravate del mercato, a partire dal maggio 2010, ma di un vero e proprio disegno criminoso per un sistematico attacco portato contro l’Italia, appositamente scelto nei momenti di maggiore debolezza, anche con la finalità di indebolire la moneta unica europea, destabilizzando l’euro“.
CONFLITTO D’INTERESSE Sono in molti a puntare l’indice contro l’assoluta parzialità delle “Big Three” e del loro macroscopico conflitto d’interesse: queste entrerebbero in gioco quando i mercati finanziari non garantiscono più gli enormi profitti della speculazione di banche e grandi gruppi finanziari che controllano direttamente le agenzie di rating. Organizzazioni private nate per garantire il profitto che gli stessi privati ottengono dal debito pubblico delle nazioni di tutto il globo.
E SPUNTA MARIO MONTI La trama del disegno criminale descritto dal Pm di Trani s’infittisce quando si scopre che Mr. Mario Monti è stato “Senior European Advisory Council” di Moody’s, ovvero uomo di fiducia di una delle “Tre sorelle” indagate per aver scatenato il disastro economico, sociale e finanziario del Paese di cui oggi lo stesso Monti è Premier senza essere stato nemmeno mai eletto in Parlamento. La storia ci ha insegnato che in ogni grande crisi che si rispetti gli unici a guadagnare sono i grandi speculatori, mentre ai cittadini spettano lacrime e sangue. Il conflitto d’interesse diventa a questo punto una questione marginale, il sospetto è che dietro ci sia ben altro.
L’UOMO DEI MERCATI FINANZIARI Monti è stato voluto e imposto dai mercati finanziari per far si che l’Italia garantisse la liquidazione degli interessi sul quel debito pubblico che, nonostante una pressione fiscale così pesante e i colpi di mannaia imposti alla spesa pubblica, continua stranamente e costantemente a lievitare, toccando cifre record come quella attuale di 1965 miliardi. Lo Stato italiano sta incassando miliardi di euro dalla vendita dei titoli (come dimostra il continuo innalzamento del debito), dal risparmio sulla spesa (gli enti locali hanno le casse prosciugate) e dalla tassazione orizzontale su tutti i cittadini, eppure per l’Emilia messa in ginocchio dal sisma non c’è un euro: che fine fanno i nostri soldi?
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