lunedì 21 maggio 2012

Arbitrio, detenzione, sadismo


Della vita quotidiana dei laboratori di vivisezione e dei mattatoi quel che si sa deriva dalle riprese video registrate di nascosto da parte di attivisti animalisti infiltrati. Ci sono associazioni come Animal Equality che fanno di queste incursioni informative nei luoghi della tortura la base della propria azione.
Può sembrare incomprensibile a chi pacificamente trovi necessario e “civile” l’utilizzo degli animali non umani per il sostegno della società umana, eppure gli abusi gratuiti che si aggiungono alle pratiche strutturalmente violente di sperimentazione e macellazione, gli atti di sadismo, le sevizie, le umiliazioni insensate nei confronti di creature ridotte alla sottomissione totale sono solidamente dimostrati da un’amplissima documentazione “illegale” che macchia l’autorappresentazione fornita dai lavoratori dei vari settori produttivi che interessano gli animali.
Per diverse ragioni, questioni igeniche nel caso dei mattatoi, di sterilità e brevettazione nel caso della vivisezione, la realtà di quei luoghi dove i viventi sono solo materia è onnipresente ma invisibile, avvolta in una segretezza che la fa quasi sparire, così che tutti abbiamo il pretesto di disinteressarci della storia della nostra bistecca o del nostro rossetto. Ma quando qualcuno, anche in assenza di indizi, intuisce che basti indagare un po’ per scoprire abusi gratuiti che si sommano ai meccanismi reificanti dello sfruttamento animale e li va a cercare, puntualmente ne trova a valanghe. La scimmia dallo sguardo rassegnato della foto, ad esempio, fu fotografata da attivisti della PETA all’interno dello statunitense Institute of Behavioural Research: sulla fronte, i sperimentatori che la utilizzavano per test sui danni spinali, le avevano tatuato la parola “crap” (merda o schifo in slang). La Rete è piena di immagini e video del genere.
Tutto questo perché accade?

giovedì 17 maggio 2012

Salviamo la Grecia: lasciamola uscire dall'Euro.

L'Euro è un imbroglio, oramai ce ne siamo accorti tutti. E' un imbroglio messo in piedi da banchieri e finanza per speculare su un sogno europeista dalle gambe corte.
La Grecia non ha più nulla da perdere, soltanto da guadagnare dall'uscita dall'Euro: potrebbe stampare moneta, fare inflazione e pagare tutti i debiti. Inoltre la moneta in circolo aiuterebbe a risolvere la crisi di mancanza di denaro, permettendo all'economia di ricominciare a girare.
Immaginate una stanza nella quale stiano chiuse tre persone. Il primo ha del cibo, il secondo ha dell'acqua e il terzo vestiti e coperte per il freddo. Ma se non hanno il denaro per scambiarsi questi beni, moriranno di fame, sete e freddo tutti e tre! Ma non è la ricchezza che manca: è soltanto il denaro. La ricchezza sta nei beni posseduti, frutto del lavoro e del sudore dell'uomo. Il denaro serve soltanto a permettere all'uomo stesso di scambiare questi beni, e di avere così una contromarca con cui acquisterà a sua volta altri beni. Se manca il denaro, è dovere dello Stato permettere che se ne stampi altro, affinché i cittadini possano scambiarsi i beni necessarii alla sopravvivenza e così rimettere in circolo l'economia. È così semplice...

mercoledì 9 maggio 2012

Sperimentare su di lui non ci salverà la vita

Non basta provare empatia per i cagnetti di Green Hill. Bisogna essere convintamente contrari alla vivisezione, ipocritamente chiamata "sperimentazione animale". Bisogna spendersi con tutte le nostre energie per liberare ogni animale si trovi ancora in una gabbia, in ossequio a una prassi pseudo-scientifica che non serve a nulla, se non a ingrassare le casse della lobby degli allevatori. La sperimentazione animale è assurda, perché il corpo di un topo, di un cane o di una scimmia non è il corpo di un uomo. Reazioni diverse, intolleranze diverse, soluzioni diverse. La sperimentazione animale è un enorme spreco di risorse che impoverisce la ricerca: tutto ciò che è sperimentato su un animale viene poi obbligatoriamente sperimentato anche sull'uomo, e solo meno del 25% dei risultati è coerente con gli esperimenti precedenti. Triste è poi sentire le affermazioni secondo le quali chi è contrario alla vivisezione non debba usare medicine: la sperimentazione animale è obbligatoria quanto inutile, e la maggior parte delle medicine esisterebbe senza di essa. Forse ne esisterebbero molte di più. Non lo dico io, lo dicono i maggiori scienziati liberi viventi. Pubblichiamo questo manifesto sui nostri siti: prendiamo posizione!

Lemme lemme la Germania si sta acquistando la Sicilia

da Italia Oggi
La Germania conquista la Sicilia con l'usura, sottraendola agli Usa, ovvero effetti geostrategici d'un collasso economico. Un usuraio agisce aprendo crediti insostenibili alla vittima, accrescendone poi il debito attraverso ulteriori prestiti, resi inestinguibili proprio perché a tassi usurari e a lungo termine. Per l'Italia, tale processo cominciò nel 1981, col credito pubblico italiano in ascesa, ma non ancora incontrollabile. Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d'un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l'emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni. Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d'acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell'1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale.

giovedì 3 maggio 2012

Aprire le gabbie

Oggi non entriamo nel merito della vivisezione, dell'utilità vera o presunta della sperimentazione animale nella spasmodica e isterica corsa dell'uomo contro la propria natura mortale. L'uomo non sconfiggerà mai le malattie e la morte, è inutile che si illuda. Forse potrebbe sfruttare il poco tempo a disposizione per capire la morte, per farci pace, per smettere di averne paura... O addirittura per capire la vita. Invece ogni nostro sforzo è rivolto alla utopica chimera di poter, un giorno, guarire da tutto. A scapito di chi non ha la nostra cultura e la nostra paura.
Ma oggi non voglio parlare di questo. Oggi voglio soltanto mandare un pensiero affettuoso a quelle dodici persone arrestate a Montichiari, mentre compivano - forse senza troppo pensare - il gesto più banale: aprire le gabbie.
Aprire le gabbie è un gesto istintivo, irrazionale. È un gesto che proviene dalle viscere animali di ciascun uomo, che le gabbie le ha costruite ma che non può in nessun modo non considerarle assurde. Le gabbie: pezzi di metallo intrecciati con il solo scopo di impedire a qualcuno di uscire, di muoversi. Sono strumenti di costrizione, di sfruttamento, di violenza concettuale prima che fisica. Alla vista di una gabbia, ciascun uomo ha l'istinto immediato di aprirla. Non può essere diversamente: è un afflato di libertà che molti di noi soffocano, reprimono, addomesticano sotto le mille e una motivazione con cui spieghiamo l'inspiegabile, giustifichiamo l'ingiustificabile, scusiamo ciò che non è scusabile.
I dodici arrestati hanno soltanto lasciato andare questo istinto, o forse ne sono stati sopraffatti. Non importa chi siano, sono convinto che alle porte del Paradiso verrà ad accoglierli il Poverello di Assisi in persona, accompagnato da una chiassosissima corte di cagnolini, scimmie, topi, gatti: tutti quelli che sono stati meno fortunati dei beagle di Montichiari, perché avranno incontrato soltanto uomini capaci di sopprimere quell'istinto.
Li chiamerà fratelli, e sarà un giorno di festa.
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