lunedì 23 aprile 2012

Elogio della morale partigiana – Nostalgia della sinistra


Quale presente migliore avrebbe avuto la sinistra se non avesse abbandonato la propria tradizione partigiana? La sinistra europea di oggi, ma quella italiana su tutte, sembra aver completamente dimenticato la propria missione fondamentale: il lavoratore, il proletario, l’oppresso, l’operaio, il contadino non è più una sua priorità da difendere, rappresentare ed armare in vista della futura rivoluzione antiborghese. Al suo posto, il palco d’onore è occupato dal più innocuo transessuale, dall’esponente della comunità BDGSLTMP, dal tossico, dall’anticlericale, deboli sostenitori del pensiero debole.
Dimenticata completamente l’idea “forte” che ha fondato la sinistra: credo che Carlo Marx si rivolterebbe nella tomba se sapesse che le sue affascinanti utopie di dittatura del proletariato sono sparite per lasciare spazio a Vladimir Luxuria.
E cosa penserebbero i fondatori del socialismo reale sovietico, i sostenitori del Progresso umano e della tecnica, della meccanica produttiva come strumento di liberazione sociale, di fronte al conservatorismo reazionario dei No-Tav? Sono finiti i tempi in cui “sembrava il treno stesso un mito di progresso lanciato sopra il continente”
E ancora, cosa penserebbero i partigiani comunisti che durante la seconda guerra mondiale combatterono i tedeschi con le armi, finendo impiccati a migliaja dai tedeschi con al collo il cartello BANDITEN, per costruire un nuovo ordine sociale rivoluzionario? Cosa penserebbero se vedessero oggi il pacifismo imperante, il buonismo diffuso che sa tanto di “vivi e lascia vivere”? Loro che di sicuro pacifisti non erano, che di fronte all’invasione tedesca reagirono con armi e tritolo, con le esecuzioni sommarie e i tribunali del popolo...

Se la sinistra non avesse rinnegato se stessa oggi il mondo sarebbe forse un po’ migliore. Io che di sinistra non sono, mi rendo conto di quanto ci sia in questo momento bisogno di un’idea che faccia da contrappeso non tanto alla destra, quanto alla predominante ideologia liberalista, conservatorista, reazionaria e tecnocratica. Se esistesse una sinistra partigiana, la CGIL avrebbe avversato la riforma delle pensioni con uno sciopero generale di una settimana, e non con uno scioperino simbolico e ridicolo di tre ore. E una sinistra partigiana difenderebbe l’intero Articolo 18, minacciando il blocco totale dell’intero mondo produttivo, e non si accontenterebbe di garantire l’ipotesi di reintegro in questo o in quel caso, forse ma appena appena, un po’ sì e un po’ no, non troppo e non troppo poco.
Questo perché il pensiero debole è una dittatura più pericolosa delle altre, che invece di imporsi dall’alto con violenza scivola melmosa da sotto la porta, invischia le gambe e inceppa le armi. Tutto è lecito perché nulla è vietato, tutto è forse giusto perché nulla è giusto…
Rimpiango il tempo di fascisti e partigiani. Per un partigiano la Libertà non ha confini, neppure quelli ipocriti che la vorrebbero circoscrivere a dove comincia un’altra libertà. Perché la Libertà non si coniuga al plurale, e dove finisce confina inevitabilmente con lo sfruttamento e la schiavitù. E lo sfruttamento, la schiavitù, l’ingiustizia sociale, la diseguaglianza, sono mostri che vanno combattuti. Con la sana, forte, irremovibile convinzione della ragione contro il torto.


"Curare sevizie di schiavi viola l'umanità
se non si fa la guerra a schiavisti e schiavitù
almeno si sostiene chi, a proprio rischio, la fa.
L'abominio fiorisce in pretesa innocenza
che al Bene serve cuore e conoscenza
- sono perplesso, sono depresso,
sono incazzato molto molto peggio –
vale più un cuore puro e un cazzo dritto
d'ogni pensiero debole, piagnone contro
comunque sempre e solo insoddisfatto
- il mondo non vi piace: arruolatevi!
Siamo casi difficili tra chirurgie e analgesici
residui complicati d'infauste ideologie
psico-sociali estetiche religioso-politiche
vivi di vaccini, trapianti e molti molto buoni sentimenti
dove qualcuno muore di lamentele e stenti
qualcuno ingrassa s'accarezza il ventre
se s'azzoppa l'incassa se cade si rialza
dolorante e dritto, dolorante e dritto
anima pura che stai lassù in montagna
la vita è un falso piano non un palo di cuccagna
anima dolce che stai tra i cottonfiock
metti i piedi per terra sentirai che elettroshock
anima bella che giochi la tua pelle
il prezzo va alle stelle dovrai pagarlo Tu
anima forte che cerchi miglior sorte
la forza è qualità e viene giudicata
per quel che fa o non fa.

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