mercoledì 11 aprile 2012

Bosnia Erzegovina, lo stato che non può esistere

Sono stato in Bosnia due volte, nel 2009. Innamoratomi di Sarajevo alla mia prima visita, ho voluto assaporare questa terra nella sua contraddittoria complessità, dal confine di Bihac, i cui minareti segnano la punta della lancia musulmana in Europa, alla Repubblica Srpska degli ortodossi, alla verde Erzegovina tempestata di bandiere croate, ribelle di fronte ad uno stato effettivamente inesistente.
A farmi compagnia nel viaggio aquile, chilometri di campi minati, chiese bombardate, aereoplani abbattuti, la lenta litania dai minareti vicine alle chiese piene di fedeli.
Leggere Ivo Andric, poi, mi ha convinto che la sensazione che avevo avuto in questo viaggio era corretta: la Bosnia-Erzegovina è la testimonianza diretta di come la formula statale moderna, così come la conosciamo e come ce l'hanno imposta dopo la Rivoluzione Francese, non riuscirà mai a nascere in Bosnia.

La Bosnia-Erzegovina è - forse più di qualunque altra terra in Europa - il luogo di maggiore commistione culturale, religiosa e linguistica. Bosniaci sono musulmani, pronipoti della penetrazione ottomana verso Vienna, che danno alla Bosnia quella particolare forma di freccia verso Nord. Bosniaci sono i serbi, ortodossi, che circondano letteralmente la "freccia" musulmana, pronipoti di quei cristiani contadini-guerrieri, messi da Vienna a difesa dell'Impero. Bosniaci sono i croati, cattolici, differenti ai serbi per fede e per puntiglio, con la loro irresistibile voglia di separarsi dai connazionali, fratelli coltelli dalla notte dei tempi.
Questo fa della Bosnia una terra affascinante, incredibile. Ivo Anric, nel suo "Il ponte sulla Drina" guarda questa terra assurda dagli occhi del ponte di Visegrad, costruito sul fiume Drina nel XVI secolo dal gran visir, per garantire il passaggio sicuro e rapido di uomini e merci per la grandezza dell'Impero Ottomano. Fu costruito dai cristiani, costretti dai turchi ad un lavoro massacrante che accresceva in loro l'odio per i turchi.
Oggi Visegrad ricade nel territorio della Repubblica Srpska, la surreale entità statale dei serbi bosniaci, che occupa il 49% del territorio della Bosnia Erzegovina ed è di fatto uno stato a sé: ha la sua polizia, le scritte in cirillico, il proprio collegamento diretto con Belgrado.
La Bosnia-Erzegovina non esiste, e non esisterà mai. La Bosnia può esistere soltanto all'interno di un impero, sia esso europeo o turco. Soltanto un impero può garantire l'esistenza a questo frullato di persone così diverse, con la guerra nel sangue, ricordi viventi di quando i trisnonni vennerò qui da chissà dove, per spararsi addosso e conquistare questa terra selvaggia e splendida. 




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