lunedì 23 aprile 2012

Elogio della morale partigiana – Nostalgia della sinistra


Quale presente migliore avrebbe avuto la sinistra se non avesse abbandonato la propria tradizione partigiana? La sinistra europea di oggi, ma quella italiana su tutte, sembra aver completamente dimenticato la propria missione fondamentale: il lavoratore, il proletario, l’oppresso, l’operaio, il contadino non è più una sua priorità da difendere, rappresentare ed armare in vista della futura rivoluzione antiborghese. Al suo posto, il palco d’onore è occupato dal più innocuo transessuale, dall’esponente della comunità BDGSLTMP, dal tossico, dall’anticlericale, deboli sostenitori del pensiero debole.
Dimenticata completamente l’idea “forte” che ha fondato la sinistra: credo che Carlo Marx si rivolterebbe nella tomba se sapesse che le sue affascinanti utopie di dittatura del proletariato sono sparite per lasciare spazio a Vladimir Luxuria.
E cosa penserebbero i fondatori del socialismo reale sovietico, i sostenitori del Progresso umano e della tecnica, della meccanica produttiva come strumento di liberazione sociale, di fronte al conservatorismo reazionario dei No-Tav? Sono finiti i tempi in cui “sembrava il treno stesso un mito di progresso lanciato sopra il continente”

giovedì 12 aprile 2012

Parlo a te che sei 'na madre


"Nessuno della corte se n'è accorto
che quanno che ero nato ero già morto
ma er giudice lo sa che manco Dio
s'è accorto che là fora manco io...
Mò che m'avete dato 'sta condanna
e adesso che me fate portà via
vorrei dì du parole a quella donna
che sta piagnenno in mezzo alla giuria:

mercoledì 11 aprile 2012

Bosnia Erzegovina, lo stato che non può esistere

Sono stato in Bosnia due volte, nel 2009. Innamoratomi di Sarajevo alla mia prima visita, ho voluto assaporare questa terra nella sua contraddittoria complessità, dal confine di Bihac, i cui minareti segnano la punta della lancia musulmana in Europa, alla Repubblica Srpska degli ortodossi, alla verde Erzegovina tempestata di bandiere croate, ribelle di fronte ad uno stato effettivamente inesistente.
A farmi compagnia nel viaggio aquile, chilometri di campi minati, chiese bombardate, aereoplani abbattuti, la lenta litania dai minareti vicine alle chiese piene di fedeli.
Leggere Ivo Andric, poi, mi ha convinto che la sensazione che avevo avuto in questo viaggio era corretta: la Bosnia-Erzegovina è la testimonianza diretta di come la formula statale moderna, così come la conosciamo e come ce l'hanno imposta dopo la Rivoluzione Francese, non riuscirà mai a nascere in Bosnia.

venerdì 6 aprile 2012

Agnus Dei miserere nobis





Trovo sulla rete questa immagine. E' ripresa in un allevamento, nel momento in cui gli agnellini neonati vengono separati dalle mamme. Dopo questo momento i cuccioli verranno caricati su un camion e trasportati fino al macello, dove in fila indiana, uno dietro l'altro, verranno appesi a un gancio e sgozzati, muorendo poi dissanguati.
Ma non voglio parlare di questo. Voglio parlare solo della foto.
E' un'istantanea, e in quanto tale cattura un istante anonimo, che non ha bisogno di didascalie. Nel guardarla, ciascuno può provare qualcosa di differente. E la si può osservare in silenzio, senza bisogno di aggiungere nulla, lasciando scorrere i pensieri così come si presentano. E' un'operazione che a me piace fare, perché nell'immobilizzazione di un'istante si possono notare un'infinità di dettagli che nello scorrere del tempo sfuggono, ed è come se non fossero mai esistiti.
In questa vedo alcuni agnellini appena nati, che per innocenza mi ricordano bambini in età da asilo nido (non riesco ad evitare il paragone) terrorizzati al dover essere separati dalle mamme. Un po' come i bambini al primo giorno di asilo, se non fosse per il fatto che questi stanno per morire.
Poi vedo un agnellino, un cucciolo che tenta di scavalcare la recinzione per tornare dalla mamma che lo guarda belando. Il gesto è inutile e disperato: pochi minuti dopo di quell'agnellino non resterà altro che una carcassa sanguinante, pronta ad essere tagliata a pezzi.
Poi vedo delle mamme che, belando, guardano al di là del recinto cercando disperate cercando con lo sguardo il proprio figlio. Completamente inermi. Non potranno fare nulla, nulla per salvarli. Forse lo sanno.
Gli animali non piangono con le lacrime, quindi non possiamo vederlo. Ma non credo ci voglia troppa fantasia per essere certi che stiano piangendo entrambi. Poi penso che oggi è Venerdì Santo, il giorno in cui Gesù Cristo, "agnello di Dio", è stato sacrificato per noi.

Ieri, durante il giro dei "Sepolcri", mi sono soffermato di fronte a molti altari sui quali il Salvatore è raffigurato come un agnello, come questo nella foto.
Quell'agnello che - appeso al gancio di metallo in attesa della morte - sussurra "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno".

giovedì 5 aprile 2012

BOSSI si è dimesso

Notizia dell'ultimo minuto: Bossi si è dimesso da segretario della Lega.
La fine di un'era. Di una brutta era.

Per festeggiare cantiamo l'inno alla gioja!

mercoledì 4 aprile 2012

Bossi da Smeagol a Gollum

Come caduti dall'albero del pero i commentatori non riescono a capacitarsi: i soldi se li rubava proprio lui, il duro e puro, Bossi, il senatùr incorruttibile! Addirittura pare che usasse i rimborsi del partito come un "bancomat" di famiglia (cit. Il Sole 24 Ore) per comprare i diamanti della Tanzania: i famosi blood diamonds, diamanti sporchi del sangue degli schiavi che li hanno estratti.
Una storia disgustosa, tutta italiana (con buona pace della Padania).












Ma non capisco come meravigliarsi: Bossi è il simbolo vivente della Lega, che ha fondato e di cui incarna in pieno i disvalori: cioé esaltazione isteroide dell'inutilità della cultura, santificazione del lavoro manuale come contrapposto al pensiero, estetica del sugo sulla canotta come ribellione a qualunque educazione, rutto libero... Che questa gente governasse è la dimostrazione che Darwin aveva dannatamente torto; il fatto poi che rubassero non è altro che il frutto inevitabile dell'albero dell'ignoranza, coltivato con tanta perizia.
Quando manca il senso dello Stato, del pubblico, del Bene comune, è impossibile resistere alla tentazione dell'anello del potere. E così Bossi-Smeagol si è semplicemente trasformato nel patetico Bossi-Gollum. Parla anche come lui...

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