lunedì 5 dicembre 2011

Elogio della frugalità

Ho scoperto che mangiamo troppo.
Sì d'accordo non è un pensiero originale, ma fermatevi a pensare qualche minuto seriamente: non vi sentite sempre un po' gonfi, pieni, sazi, pesanti..? E guardatevi intorno per strada, la percentuale dei sovrappeso (anche di poco) non è soverchiante rispetto a coloro che vivono nella piena efficienza fisica? Io stesso, che grasso non sono, potrei comunque perdere uno o due chili guadagnando soltanto in estetica e in funzionalità!
La verità è che, nel quotidiano, mangiamo troppo più di quanto dovremmo.
L'obesità, i disturbi alimentari, le palestre piene di gente, i centri benessere in crescita malgrado la crisi, il problema dei rifiuti... Sono tutti segni del nostro tempo, segnali di un inquietante bulimia collettiva che ci porta a dover ingurgitare tanto e sempre.
Sto invece scoprendo che mangiare il giusto (e quindi meno di quanto il corpo intossicato ci faccia ritenere giusto) rende più belli, ma anche più forti, più svelti di pensiero, più allegri. E soprattutto restituisce il gusto del cibo e dello sfizio, ridotto nel più dei casi a doverosa e insapore routine.
E' una rivoluzione culturale, prima che economica. Mangiare meno, spendere meno, pesare meno sull'ambiente, consumare meno, produrre meno rifiuti, spendere meno di palestra, di medico e per molti anche di psicologo... E in cambio pensare di più, muoversi di più, piacersi di più, gustare di più! Riscoprire sfumature di sapore che avevamo dimenticato e la bellezza del mangiare poco e bene!
I nostri nonni lo sapevano meglio di noi, quando ingozzarsi non era cosa semplice e i supermercati non straripavano di scatolette. Lo sapevano tanto bene da ritenere iniqua l'abbondanza, perché in un sistema a risorse ridotte quale è il mondo, se mangi sei condanni qualcun altro ad accontentarsi di quattro.

"Durissima vigilia per i ghiottoni saranno certo le sanzioni! Le pance tonde più non le vedremo, ma noi frugali non moriremo per questa dieta di frugalità!"
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