mercoledì 17 novembre 2010

Io sto con la mia gente

Non sto con Fini o Berlusconi, sto con la mia gente. Quella che ha combattuto per affermare una visione spirituale della vita e del mondo, che crede in Dio, un Dio qualunque purchè sia, che promuove l'dentità italiana e la difende dall'aggressione culturale che viene da altre tradizioni, altre culture, altre religioni, tutte rispettabili e bellissime tali da arricchire il mondo, ma diverse dalla nostra. Quella che vuole i respingimenti alle frontiere per e gli ingressi programmati degli immigrati legati a un contrattio di lavoro, che è accogliente e rigorosa al tempo stesso. Quella che si emoziona quando una vita scocca, fin dal concepimento, e vuole difenderla anche quando potrebbe scomparire su un letto d'ospedale, perchè la vita appartiene a se stessa e al Signore che l'ha resa possibile. Sto con la gente che ama l'indipendenza della nostra nazione e non accetta ordini impartiti dalle multinazionali dell'energia, sponsor di Fli, dopo i sacrosanti accordi dell'Italia con Russia e Libia per ricordare a quelle potenze economiche che non siamo una colonia e non intendiamo pagare l'energia 100 volte quel che vale. Sto con la gente che non crede giusto l'insegnamento del Corano nelle scuole e ambisce a una giustizia giusta, che sappia essere un ordine dello Stato e non un contro-potere che destabilizza lo Stato. Sto con la famiglia tradizionale, papà, mamma e figli, senza stravaganze, senza adozioni tra persone di stesso sesso. Chi è omosessuale ha il diritto di fare della sua vita ciò che vuole ma ha il dovere di lasciare in pace la famiglia e i bambini. Sto con la mia gente, con quella che quando ha saputo che una signora Colleoni qualunque ha lasciato il frutto dei sacrifici di una vita ad An, si è emozionata e si è sentita 'orgogliosamente diversa'. L'etica nella politica non è uno scioglilingua... Il fatto che in quella casa di Montecarlo ci sia il fratello della Tulliani è semplicemente disgustoso. Non è un problema di valore immobiliare: è disgustoso tradire la generosità e la considerazione di una persona che ti ha lasciato tutto prima di morire, considerandoti la sua famiglia. Sto con chi ha combattuto una vita per dire che la sovranità popolare è un valore e che i governi li fanno i cittadini con il voto, non i parlamenti con le imboscate e le congiure. Sto con chi è pronto, ancora una volta, a combattere per sconfiggere i trasformisti e i rstauratori della prima Repubblica. Combattere è un destino... fate rullare i tamburi, la trincea non è il terreno giusto per laicisti ed atei, la trincea e di chi crede. Non sto con Fini o Berlusconi, sto con l'Italia che vuole vincere.

Fabio Rampelli
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