martedì 16 dicembre 2008

Tre buoni motivi per cambiare abitudini alimentari

Tolstoi diceva: "se i macelli avessero le pareti di vetro, saremmo tutti vegetariani", mentre J. Kellogg (quello dei cereali) scrisse: "non mangerò mai nulla che abbia avuto gli occhi". In Italia dopo l'epidemia di BSE "Mucca pazza" e i polli ed i maiali alla diossina del Belgio di 8 anni fa, i vegetariani sono arrivati a circa 3.000.000. Oggi i casi dell'Irlanda dovrebbero più che mai indurre un numero sempre maggiore di persone ad adottare una dieta vegetariana.
La dieta vegetariana si fonda essenzialmente su tre motivi. Primo, la salute: già da tempo l'autorevole "American Journal of Clinical Nutrition" ha definitivamente sgombrato il campo dagli equivoci e dai dubbi sull'alimentazione vegetariana, soprattutto in tenera età e nella fase dello sviluppo: la dieta vegetariana predisposta dal "Journal" mette alla base cereali integrali e legumi, poi frutta e verdure, frutta secca e semi, oli vegetali ed in alto (quindi tra i cibi da usare con moderazione) latte, latticini, uova e dolciumi.
Secondo uno studio del "British Medical Journal" i vegetariani hanno un rischio minore del 40% di contrarre malattie tumorali. Il che non è poco. Con la bistecca ingoiamo un sacco di medicine (tutte le sostanze somministrate agli animali prima della macellazione): dietilstilbestrolo, cortisone, antibiotici, sulfamidici, antitiroidei, vaccini, estrogeni, ormoni,…….
Secondo, la sofferenza animale: dietro la trasformazione dell'animale in prosciutti, salami e bistecche c'è un calvario di sofferenze inaudite: vitellini da latte strappati alle madri, polli e galline ovaiole spennate e con il becco smussato, maiali e cavalli immobilizzati e con luce accesa ventiquattro ore al giorno per l'ingrasso.
Come si fa a mantenere pallida, rosea e delicata la carne dei vitelli? Al terzo/quarto giorno di vita, si strappa il vitellino alla mamma, viene collocato in un box largo 40 cm. e lungo un metro e mezzo, legato con catena al collo per impedire ogni movimento (la catena può essere tolta quando il poveretto sarà cresciuto tanto da occupare tutto il ristretto spazio del box).
Non vedranno mai né paglia né fieno, poiché mangiarne potrebbe rovinare il tenue colorito delle carni. Nutriti con budini semiliquidi iper-proteici che causano un'inestinguibile ursura (l'acqua è loro assolutamente negata, per indurli a ipernutrirsi, mangiando più budino e più velocemente) e un'inarrestabile dissenteria per spingerli all'anemia al fine di sbiancare le carni. Così i vitellini si ammalano di infezioni, disordini digestivi e ulcere. Allora devono essere sottoposti a cicli costanti di trattamenti antibiotici, e dopo tredici/quindici settimane si portano al macello.
Terzo, paesi in via di sviluppo: un ettaro coltivato a soia (non transgenica) produce 1,800 chili di proteine vegetali, lo stesso terreno adibito a pascolo e allevamento ne produce appena 60. Il quaranta percento dei cereali prodotto nel mondo serve a sfamare gli animali da carne. Secondo la FAO ed il "Worldwatch Institute "i carnivori stanno distruggendo la Terra. Non c'è cibo a sufficienza per tutti". Se tutti fossimo vegetariani, la fame nel mondo sarebbe sconfitta.
Dobbiamo a questo punto chiederci perché, nonostante l'evoluzione durata milioni di anni, l'uomo come un cannibale non rinuncia a divorare i suoi fratelli più deboli?"

Rosy Di Mauro
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