mercoledì 7 maggio 2008

I gatti blu

C’è una razza umana particolarmente odiosa.
La razza subdola a cui tutto va liscio, che recita ogni giorno della propria vita e che sa esattamente ottenere ciò che vuole. È una razza maligna e superba quanto è chi non conosce altri che se stessi, violenta quanto può essere chi ritiene il prossimo un mezzo, e non un fine.
È una razza particolarmente diffusa. Si svegliano la mattina, si lavano di dosso l’odore dell’ultima persona attraverso la quale si sono illusi di essere uomini, si vestono curando l’abbinamento dei colori perché sembri non curato ed escono in strada, dove ciechi del proprio talento sanno vedere intorno a sé solo strumenti viventi di piacere. Strumenti che non sanno guardare negli occhi.
È una razza bastarda e perversa, la razza degli uomini che non sanno amare.
I loro occhi non si velano mai di tristezza, perché non sono fatti per guardare. Non si bagnano di lacrime, una volta scesi dal palco.
Sono uomini che conoscono molto bene i lati più oscuri delle persone, perché dentro di loro si cela un’infinità di stanze oscure, dove il sole si rifiuta di entrare per disgusto e dove l’anima putrescente trascorre un tempo che somiglia soltanto alla vita umana, ma che manca del presupposto fondamentale: costoro non sono uomini.
Sta qui la loro debolezza.
Li vedrete sempre vittoriosi, perché in questo mondo ci si trovano bene, perché lo capiscono e lo controllano, perché la notte nasconde le loro perversioni quanto il giorno le loro ambizioni. Ma non sono uomini.
Il mondo è loro, è ben chiaro. È di questa gente senza sentimenti, di coloro che non conoscono dolore perché non hanno mai guardato in faccia gli altri. E perciò non sono uomini. Sono i padroni dell’acqua calda, i signori del denaro e del successo, coi letti sempre caldi e il cuore sempre più arido, bisognosi ogni giorno di una nuova perversione per riuscire a provare ancora un po’ di piacere. Non sono uomini, ma sono in grado di fare tanto male.
Vinceranno sempre: li troverete ai vertici delle banche, o attori famosi, o li vedrete fingersi alternativi, sempre ricolmi di successo umano; li troverete abbronzati e scaltri, con la barba incolta e il portafogli pieno: non sono uomini.
Attraversano il cielo come comete incandescenti: ma come le comete, sono in realtà piccoli granelli di immondizia spaziale che bruciano cadendo al contatto con l’atmosfera.
Basta un attimo, e non sono più.
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