mercoledì 19 settembre 2007

Sea Shepherd

Pubblichiamo alcuni passi di un'intervista rilasciata da Captain P.W., amato a sproposito anche in alcuni ambienti eco-animalisti di sinistra, che chiariscono senza ombra di dubbio le sue idee socio-politiche .


Captain Paul Watson, Il gendarme della 'conservazione'


Negli ultimi vent'anni, le navi della Sea Shepherd capitanate da Paul Watson hanno realizzato alcune delle forme di azione diretta piu' sofisticate ed efficaci non soltanto per i mari, ma per tutti i movimenti ambientalisti e animalisti [...] Paul Watson ha resistito dove e quando la maggior parte delle persone si sarebbe arresa. Ha ottenuto l'attenzione internazionale rispetto alla difficile situazione delle ultime grandi balene e di innumerevoli altri animali dell'oceano. Lavora in difesa di trattati internazionali e contro stati canaglia. Talvolta controverso e mai disposto a scusarsi, racconta su queste pagine di 'Bite Back' i suoi 25 anni in prima linea nella lotta. [...]


[Watson:] "[...] Viviamo in una cultura mediatica e cio' significa che quando attori e musicisti parlano di un'ampia serie di argomenti, sono piu' credibili degli esperti in materia. Sono i media a trasmettere il messaggio e nella nostra cultura il medium e' piu' importante del messaggio. Impiegare delle celebrita' ha considerevolmente aumentato le probabilita' che un messaggio venga ascoltato. Nella nostra organizzazione, abbiamo il supporto di Pierce Brosnan, Martin Sheen, William Shatner, mentre Richard Dean Anderson fa parte del nostro direttivo. Come possiamo perdere, se siamo alleati con James Bond, il capitano Kirk, il Presidente degli Stati Uniti e McGyver?"


"[...] Di fatto, i bersagli specifici della Sea Shepherd sono delle attivita' illegali, quindi siamo un'organizzazione per il rispetto delle leggi [...] Io non infrango le leggi: le sostengo. Non condanno ne' deploro l'uso della violenza per far rispettare la giustizia [...] La forza e' nella diversita' degli approcci metodi e io sostengo tutti i metodi di combattere per proteggere questo pianeta e la biodiversita'."


"[...] Siamo una specie violenta. Siamo sempre stati una specie violenta e risolviamo sempre tutti i nostri problemi con la violenza. Non ci sono mai state eccezioni. Le vittorie non-violente sono un mito. Ha sempre prevalso la forza."


"[...] Penso che le critiche siano irrilevanti. La Sea Shepherd deve rispondere soltanto ai suoi membri e ai suoi clienti. I suoi clienti sono gli esseri che vivono negli oceani. Subito dopo che affondammo meta' della flotta islandese che dava la caccia alle balene nel 1986, un mio ex collega di Greenpeace mi avvicino' per dirmi che cio' che avevamo fatto in Islanda era "un'azione codarda, condannabile, criminale e imperdonabile." Gli risposi: "E allora? Non abbiamo affondato quelle navi per voi o per i sei miliardi di stronzi ominidi che vivono su questo pianeta. Le abbiamo affondate per le balene. Trovami una balena che non sia d'accordo con l'azione e non ne faremo piu' di simili, ma fino a quel momento, non potra' fregarcene di meno di cosa abbiano da dire gli esseri umani riguardo all'azione."


"[...] Quando ricevo una critica, in primo luogo chiedo se chi la muove e' un membro della Sea Shepherd. Se non lo e', la critica non e' rilevante. In caso lo sia, ascoltero' la critica. Nondimeno, talvolta i membri non riescono a capire la natura dell'organizzazione cui si sono uniti e quindi dobbiamo ricordargli che sono stati loro ad unirsi a noi, non noi a loro, e che se non sono d'accordo con le tattiche, dovrebbero portare il loro supporto altrove."


"[...] Il fatto e', comunque, che per gli ecosistemi del mondo, per le specie in pericolo, per tutte le piante e gli animali, non esistono diritti.


In un mondo in cui gli esseri non-umani non hanno alcun genere di diritto, personalmente non penso di dovermi preoccupare troppo della negazione di diritti umani."


"[...] Personalmente, credo che l'umanita' sia condannata. Siamo gli ultimi dei primati ominidi e questo gruppo, tanto per cominciare, non ha mai avuto un grande successo. Eccessivamente territoriale, ossessionato da trivialita', violento, misero e assolutamente privo di empatia verso le altre specie. Il mondo sarebbe un posto molto piu' piacevole, senza di noi."


"Domanda: Dopo aver trascorso 25 anni in prima linea nelle battaglie di azione diretta, quale consiglio tattico e ispirativo puoi offrire ai nuovi attivisti che si dedicano alla lotta per i diritti animali e della terra?


Paul Watson: "Numero uno: non farti beccare. Numero due: non tirare fuori quell'obsoleta retorica di sinistra. La gente non ha voglia di sentir parlare di capitalismo e imperialismo: tutte queste chiacchere non cambiano niente [...] Io mi considero un conservatore, perche' la radice del termine e' 'conservare' e il vero conservatore e' un conservazionista. Inoltre, sono un Repubblicano, nello spirito di Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt. [...] E lasciate perdere l'obsoleta retorica della giustizia sociale. La gente e' tutta uguale. I poveri sono semplicemente degli aspiranti ricchi. Gli oppressi sono semplicemente degli aspiranti oppressori. Le persone hanno tutte gli stessi vizi e virtu', a prescindere dalla classe, dal colore, dal sesso o dalla religione. Guarda la schiavitu'. La colpa fu di entrambe le razze. Gli europei non catturarono mai neppure un singolo schiavo. Li compravano da degli Africani neri, che li avevano catturati per venderli come schiavi. Gli indiani americani si stavano massacrando e derubandosi la terra a vicenda molto prima che arrivassero i bianchi. Per quale motivo dovrei interessarmi di un talebano o di una donna saudita? La maggior parte di loro condivide i concetti primitivi dell'Islam. Sono come quelle mogli picchiate che giustificano la violenza dei loro mariti [...] I bianchi, i neri, gli indiani, gli asiatici, ecc sono tutti uguali: siamo tutti un mucchio di scimmie nude egocentriche, che si autoglorifica eccessivamente, con le menti piena di leggende divine e i nostri piccoli patetici cervelli da primati pieni di confusione riguardo a cosa sia questo mondo. L'unica cosa che importa sono le leggi dell'ecologia [...] La legge per cui l'interesse di una specie deve avere la precedenza rispetto ai diritti individuali dei singoli individui di qualunque specie. [...] Tutti i problemi sono insignificanti, in confronto a quello piu' importante di tutti: la diminuzione crescente della biodiversita' globale. Ed esiste una sola causa per questo problema: la crescita incontrollata della popolazione umana."


"[...] Viviamo in un mondo popolato da decine di milioni di specie e fino a quando a tutte queste specie non sara' riconosciuta una parvenza di diritti, almeno il diritto di sopravvivere, io non potro' interessarmi granche' dei diritti umani."


"[...] Questo movimento non ha bisogno di vigliacchi. Questo movimento ha un immediato bisogno di disciplina, sicurezza e di spirito marziale."

mercoledì 12 settembre 2007

Felix è morto.

Felix: Rest in Peace

È con molto dolore che dobbiamo informarvi della morte di Felix. Le informazioni che ci sono state date dicono che è stato ucciso da quelli che lo hanno tormentato e torturato per quasi un anno.
È difficile comprendere il tipo di persona che possa effettuare procedure barbariche e orribili su una creatura senziente per un anno intero. Questa persona, se quella è effettivamente la parola corretta per un tal individuo (probabilmente sarebbe più adatto “mostro”), è capace di guardare negli occhi una vittima non umana non colpevole ma è incapace di provare sensibilità, rimorso e persino compassione per il dolore e la sofferenza che sta infliggendo su un individuo capace di ogni emozione, dalla paura, alla sofferenza, alla felicità.
Felix certamente non ha provato felicità nell'anno della sua triste vita trascorso all'università di Oxford, ma per dire la verità, probabilmente non avrebbe mai potuto provare felicità o gioia nella sua intera vita. Ha vissuto in una gabbia ed ha sofferto in una gabbia prima di essere ucciso da solo in una gabbia.
Non dimentichiamoci, l'università di Oxford ha il coraggio di dirsi un’istituzione di “eccellenza accademica”! La realtà che la vita Felix è stata violentata non ha niente di accademico, ma ha molto a che fare con l’arroganza; un arroganza degli individui che danno così poco valore alla vita, tanto da poter decidere come e quando concludere una vita senziente e quanta sofferenza infliggere su quella vita.
Malgrado ciò che i rappresentanti dell'università possono dire, gli ultimi mesi di Felix sono stati pieni di dolore, tormenti e molta, molta sofferenza. Questo fatto non si può nascondere e la gente dovrebbe essere informata su cosa Felix abbia subito esattamente nei suoi ultimi mesi. Possiamo ora rivelare che Felix ha avuto la parte superiore del cranio tagliata, procedura che è stata documentata con ricerche su umani e non umani come estremamente dolorosa. Gli elettrodi sono stati infilati di forza nel suo cervello e poi è stato incastrato un “cranial chamber” (una scatola in cima al cranio). Il suo dolore deve essere stato insopportabile ma non ha avuto nessuno per confortarlo. Appena una piccola gabbia lo ha circondato. Non c’erano parenti a coccolarlo per alleviare il suo dolore. È stato solo fino al giorno in cui i suoi torturatori hanno finito con lui; quel giorno lo hanno messo alla morte.
Felix ora è morto ed è importante che noi ci ricordiamo di lui. Abbiamo guardato le sue foto nelle numerose occasioni e ci siamo persi nella sua espressione triste, nella sua faccia dolce. Non lo dimenticheremo mai. Piangiamo, se vogliamo. Non dobbiamo vergognarci di essere addolorati per la sua triste vita. A SPEAK tutti abbiamo versato lacrime per il povero Felix. Abbiamo combattuto per tutti questi mesi per salvare Felix e non abbiamo potuto malgrado tutti i nostri sforzi per ottenerne la liberazione. Tuttavia, la lotta non è stata inutile se continua.
Sì, versare una lacrima, ma questa non è la fine della storia del Felix. È piuttosto l'inizio. Sappiamo più oggi di quanto abbiamo saputo mai circa il progetto per il quale hanno usato ed abusato di Felix fino ad ora. Sappiamo che Felix era solo la prima vittima di un progetto di 5 anni che è cominciato nel 2006; un progetto che prevede l’uso, l’abuso e la morte di 2 macachi ogni anno. Il progetto durerà 5 anni, il che significa che ancora ne mancano circa 4.
Dall'inizio della nostra battaglia per Felix abbiamo detto che Felix era un individuo ma anche un simbolo. Un simbolo non solo per gli oltre 1000 animali che muoiono all'interno dell'università di Oxford ogni anno, ma per le centinaia di milioni che in tutto il mondo sono sacrificati in una pratica scientifica fraudolenta. Abbiamo ancora tanto per cui combattere, e lo dobbiamo per Felix non solo di combattere per la salvezza degli animali, ma dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi, ed è esattamente quello che faremo noi di SPEAK. In primo luogo dobbiamo lottare per l’interruzione del progetto responsabile della sofferenza e della morte di Felix. Ricordiamo questo: 8 scimmie soffriranno lo stesso destino di Felix nei prossimi 4 anni se non fermiamo i vivisettori dell'università di Oxford.
Unisciti a noi. Questa battaglia è lontana dall'essere finita. Gli animali hanno bisogno di te e noi abbiamo bisogno di te dalla nostra parte per combattere questa giusta lotta. Lasciamo che la memoria di Felix viva in tutti noi che ci battiamo per porre fine a questo crimine che è la vivisezione.

martedì 4 settembre 2007

Trova l'intruso...



Manifestazione contro la Oxford University al centro di Oxford. Io c'ero!

Ingrandisci la foto per trovare l'intruso! (la faccia contrita è data dall'enorme peso dello zaino...)
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