venerdì 5 gennaio 2007

Solidarietà al popolo corso!


C'è un popolo che ancora soffre un'oppressione ingiusta, un popolo che anela alla libertà, un popolo che vive a pochi chilometri dalle coste della Toscana e che parla dialetti affini al gallurese, al toscano, al genovese, ma è costretto a subire ancora oggi persecuzioni, galere, umiliazioni. E' il popolo corso.


Nel 2000 sulla spianata delle moschee, quando Sharon decise di fare una criminale passeggiata e causare così la seconda sanguinosissima Intifada, ancora non conclusa, che ha causato migliaia di morti da entrambe le parti.

Come nel 2000 in Terra Santa, Sarkozy - il Ministro degli Interni Francese - si appresta ora a fare una passeggiata in Corsica, in mezzo ad una popolazione che subisce ancora leggi speciali come quella che vieta ai padri di dare nomi italiani ai figli. Il fiero popolo corso ha reagito seminando bombe per tutta l'isola, sbagliando come sanno fare i popoli costretti all'angolo.


In Corsica si trovano ancora giornali in lingua italiana, fino agli anni '70 c'erano ancora preti che facevano prediche in Italiano, uno dei dialetti parlati è considerato il più vicino, dopo il toscano, alla lingua italiana pura.


Essere dalla parte dei popoli oppressi è un dovere morale...

CORSICA LIBERA!

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