sabato 22 dicembre 2007

Avanti così Lakota!


Dal corriere.it:
Daremo passaporti e patenti a chi dice no alla vecchia cittadinanza»

Lo strappo dei Sioux:
«Non siamo più cittadini Usa»
La tribù dei Lakota straccia i Trattati firmati 150 anni fa con gli Stati Uniti: «Violati»


Russel, uno dei più famosi attivisti indiani dei diritti umani (Ap)
WASHINGTON - Gli indiani Lakota, una delle tribù Sioux più leggendarie che ha dato alla storia figure come Toro Seduto e Cavallo Pazzo, hanno stracciato i Trattati firmati dai loro antenati con gli Stati Uniti più di 150 anni fa. Lo hanno annunciato ieri alcuni rappresentanti della tribù.

NUOVI PASSAPORTI - «Non siamo più cittadini degli Stati Uniti d'America e tutti coloro che vivono nelle regioni dei cinque Stati su cui si estende il nostro territorio sono liberi di unirsi a noi» ha dichiarato Russel Means, uno dei più famosi attivisti indiani dei diritti umani, in una conferenza stampa a Washington. Il rappresentante dei Sioux ha precisato che passaporti e patenti saranno consegnati a tutti gli abitanti del territorio che rinunceranno alla loro cittadinanza statunitense. Una delegazione di responsabili Lakota ha indicato in un messaggio indirizzato al Dipartimento di Stato che la nazione Sioux si ritira unilateralmente dai Trattati conclusi col governo federale americano, alcuni dei quali vecchi di oltre 150 anni.

«PAROLE SENZA VALORE» - Tali Trattati sono «parole senza valore su carta senza valore» e «sono stati violati a più riprese per privarci della nostra cultura e delle nostre usanze e per rubare la nostra terra», hanno affermato i rappresentanti della tribù. «Abbiamo sottoscritto 33 trattati con gli Stati Uniti che non sono stati rispettati», ha dichiarato Phyllis Young, una militante della causa dei nativi americani che ha contribuito a organizzare nel 1977 la prima conferenza internazionale sui diritti degli indiani.

MISSIONE DIPLOMATICA - Alcuni capi Lakota si sono recati in delegazione presso le ambasciate di Bolivia, Cile, Sudafrica e Venezuela e intendono intraprendere una missione diplomatica in diversi Paesi nel corso dei prossimi mesi, secondo quanto hanno annunciato. Il territorio Lakota si situa nel nordovest degli Stati Uniti e comprende regioni del Nebraska, del Dakota del Sud e del Dakota del Nord, del Montana e del Wyoming. I Lakota sono stati la sola tribù a infliggere una sconfitta all’esercito americano. Una delle loro figure leggendarie, Cavallo Pazzo è passato alla storia per aver sconfitto il generale Custer nella battaglia di Little Bighorn nel 1876 nel Montana.

venerdì 21 dicembre 2007

Il foie Gras ad Eurodisney!
Da oggi i bambini potranno giocare con Paperino... E poi mangiarne il fegato ingrossato dopo ingozzamenti meccanici!
Una nuova vergogna di questo tempo.

mercoledì 12 dicembre 2007

Chi è il terrorista?



Difendere le balene: cosa puoi fare tu


Le navi della Sea Shepherd sono partite il 5 dicembre per i mari antartici in difesa delle balene, che le baleniere giapponesi tenteranno di ammazzare a centinaia. Ciascuno può fare la sua parte per difendere le balene e sostenere l'impresa degli equipaggi delle navi di Sea Shepherd!

Afferma il Cap. Watson in una intervista di pochi giorni fa: "Personalmente cerco di boicottare qualsiasi prodotto giapponese che posso. Comunque il metodo più efficace è quello di boicottare le macchine giapponesi. [...] Ogni persona che prende la parola in difesa delle balene contribuisce a difenderle. Le ambasciate giapponesi e norvegesi devono essere sempre a conoscenza del disdegno della gente per questa barbarie. La gente può scrivere, protestare, boicottare i prodotti e utilizzare le proprie capacità, la propria immaginazione e talento per aiutare le balene."

Allora, l'invito è di leggere attentamente l'intervista, e scrivere alla redazione del giornale che leggete abitualmente, o della radio che ascoltate abitualmente, una lettera per sollevare questo problema.

La seconda cosa da fare è EVITARE tutti i prodotti giapponesi: non comprate nulla fabbricato in Giappone, e invitate i vostri conoscenti a fare altrettanto.

La terza cosa è scrivere all'ambasciata e al consolato giapponese in Italia per esprimere la vostra protesta e informarli del boicottaggio commerciale.

Leggi l'articolo completo per sapere a chi inviare la protesta:
www.agireora.org/info/news_dett.php?id=380
Leggi l'intervista a Paul Watson
www.agireora.org/info/news_dett.php?id=379

lunedì 12 novembre 2007

Mattanza dei delfini

http://www.glumbert.com/media/dolphin

Ciao, sopra riporto il link del video della mattanza dei delfini che avviene
come ogni anno in Giappone e in cui verranno massacrati 20000 delfini, tra i
quali i più "fortunati" verranno catturati vivi per essere destinati ai
delfinari e parchi acquatici di tutto il mondo.
Attenzione: Il video mostra immagini crude, io sono riuscito a vederlo fino
alla fine ma credetemi è stato uno shock.

Vi invito a collegarvi al seguente link per inviare un messaggio di protesta
al primo ministro giapponese:


www.Kantei.go.jp/foreign/forms/comment.html

si aprirà un form, in cui potrete inserire la vostra lettera di protesta ed
inviarla direttamente al Primo Ministro giapponese, chiedendogli di porre
fine al massacro dei delfini.

Copiate e incollate nel campo Subject:
STOP TAIJI DOLPHINS MASSACRE

Nel campo Country inserite ITALY,
poi inserite la propria e-mail (è obbligatoria) nell'apposito campo.

Nel campo BODY copiate e incollate il seguente testo:
Dear Mr. Koizumi,
I'm outraged at the dolphins massacre happening at Taiji.
I'm sorry to acknowledge that a civil country can allow, even today, the
capture of thousands of dolphins whose species are, as declared by the
Convention of Washington, all considered to deserve due protection.

Their capture for scientific purposes, as it happens in Japan, seems to be
only a useful expedient in order to favour Dolphinariums and the food
industry.

For these reasons the drive fishery must be stopped immediately, I strongly
urge you to revoke the permits allowing the dolphin drives to continue..

The slaughter is cruel and unnecessary and is harmful to Japan's reputation
in the world community at the international level.

Sincerely

giovedì 8 novembre 2007

...quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare...

Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...

Vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara le stagioni ed i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...

Non capisci quando cerco in una sera
un mistero d' atmosfera che è difficile afferrare,
quando rido senza muovere il mio viso,
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
quando sogno dietro a frasi di canzoni,
dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà...
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora,
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè
questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione,
in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...

Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e così non spaventarti
quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!
Sii contenta della parte che tu hai,
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento,
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà...
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...

mercoledì 19 settembre 2007

Sea Shepherd

Pubblichiamo alcuni passi di un'intervista rilasciata da Captain P.W., amato a sproposito anche in alcuni ambienti eco-animalisti di sinistra, che chiariscono senza ombra di dubbio le sue idee socio-politiche .


Captain Paul Watson, Il gendarme della 'conservazione'


Negli ultimi vent'anni, le navi della Sea Shepherd capitanate da Paul Watson hanno realizzato alcune delle forme di azione diretta piu' sofisticate ed efficaci non soltanto per i mari, ma per tutti i movimenti ambientalisti e animalisti [...] Paul Watson ha resistito dove e quando la maggior parte delle persone si sarebbe arresa. Ha ottenuto l'attenzione internazionale rispetto alla difficile situazione delle ultime grandi balene e di innumerevoli altri animali dell'oceano. Lavora in difesa di trattati internazionali e contro stati canaglia. Talvolta controverso e mai disposto a scusarsi, racconta su queste pagine di 'Bite Back' i suoi 25 anni in prima linea nella lotta. [...]


[Watson:] "[...] Viviamo in una cultura mediatica e cio' significa che quando attori e musicisti parlano di un'ampia serie di argomenti, sono piu' credibili degli esperti in materia. Sono i media a trasmettere il messaggio e nella nostra cultura il medium e' piu' importante del messaggio. Impiegare delle celebrita' ha considerevolmente aumentato le probabilita' che un messaggio venga ascoltato. Nella nostra organizzazione, abbiamo il supporto di Pierce Brosnan, Martin Sheen, William Shatner, mentre Richard Dean Anderson fa parte del nostro direttivo. Come possiamo perdere, se siamo alleati con James Bond, il capitano Kirk, il Presidente degli Stati Uniti e McGyver?"


"[...] Di fatto, i bersagli specifici della Sea Shepherd sono delle attivita' illegali, quindi siamo un'organizzazione per il rispetto delle leggi [...] Io non infrango le leggi: le sostengo. Non condanno ne' deploro l'uso della violenza per far rispettare la giustizia [...] La forza e' nella diversita' degli approcci metodi e io sostengo tutti i metodi di combattere per proteggere questo pianeta e la biodiversita'."


"[...] Siamo una specie violenta. Siamo sempre stati una specie violenta e risolviamo sempre tutti i nostri problemi con la violenza. Non ci sono mai state eccezioni. Le vittorie non-violente sono un mito. Ha sempre prevalso la forza."


"[...] Penso che le critiche siano irrilevanti. La Sea Shepherd deve rispondere soltanto ai suoi membri e ai suoi clienti. I suoi clienti sono gli esseri che vivono negli oceani. Subito dopo che affondammo meta' della flotta islandese che dava la caccia alle balene nel 1986, un mio ex collega di Greenpeace mi avvicino' per dirmi che cio' che avevamo fatto in Islanda era "un'azione codarda, condannabile, criminale e imperdonabile." Gli risposi: "E allora? Non abbiamo affondato quelle navi per voi o per i sei miliardi di stronzi ominidi che vivono su questo pianeta. Le abbiamo affondate per le balene. Trovami una balena che non sia d'accordo con l'azione e non ne faremo piu' di simili, ma fino a quel momento, non potra' fregarcene di meno di cosa abbiano da dire gli esseri umani riguardo all'azione."


"[...] Quando ricevo una critica, in primo luogo chiedo se chi la muove e' un membro della Sea Shepherd. Se non lo e', la critica non e' rilevante. In caso lo sia, ascoltero' la critica. Nondimeno, talvolta i membri non riescono a capire la natura dell'organizzazione cui si sono uniti e quindi dobbiamo ricordargli che sono stati loro ad unirsi a noi, non noi a loro, e che se non sono d'accordo con le tattiche, dovrebbero portare il loro supporto altrove."


"[...] Il fatto e', comunque, che per gli ecosistemi del mondo, per le specie in pericolo, per tutte le piante e gli animali, non esistono diritti.


In un mondo in cui gli esseri non-umani non hanno alcun genere di diritto, personalmente non penso di dovermi preoccupare troppo della negazione di diritti umani."


"[...] Personalmente, credo che l'umanita' sia condannata. Siamo gli ultimi dei primati ominidi e questo gruppo, tanto per cominciare, non ha mai avuto un grande successo. Eccessivamente territoriale, ossessionato da trivialita', violento, misero e assolutamente privo di empatia verso le altre specie. Il mondo sarebbe un posto molto piu' piacevole, senza di noi."


"Domanda: Dopo aver trascorso 25 anni in prima linea nelle battaglie di azione diretta, quale consiglio tattico e ispirativo puoi offrire ai nuovi attivisti che si dedicano alla lotta per i diritti animali e della terra?


Paul Watson: "Numero uno: non farti beccare. Numero due: non tirare fuori quell'obsoleta retorica di sinistra. La gente non ha voglia di sentir parlare di capitalismo e imperialismo: tutte queste chiacchere non cambiano niente [...] Io mi considero un conservatore, perche' la radice del termine e' 'conservare' e il vero conservatore e' un conservazionista. Inoltre, sono un Repubblicano, nello spirito di Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt. [...] E lasciate perdere l'obsoleta retorica della giustizia sociale. La gente e' tutta uguale. I poveri sono semplicemente degli aspiranti ricchi. Gli oppressi sono semplicemente degli aspiranti oppressori. Le persone hanno tutte gli stessi vizi e virtu', a prescindere dalla classe, dal colore, dal sesso o dalla religione. Guarda la schiavitu'. La colpa fu di entrambe le razze. Gli europei non catturarono mai neppure un singolo schiavo. Li compravano da degli Africani neri, che li avevano catturati per venderli come schiavi. Gli indiani americani si stavano massacrando e derubandosi la terra a vicenda molto prima che arrivassero i bianchi. Per quale motivo dovrei interessarmi di un talebano o di una donna saudita? La maggior parte di loro condivide i concetti primitivi dell'Islam. Sono come quelle mogli picchiate che giustificano la violenza dei loro mariti [...] I bianchi, i neri, gli indiani, gli asiatici, ecc sono tutti uguali: siamo tutti un mucchio di scimmie nude egocentriche, che si autoglorifica eccessivamente, con le menti piena di leggende divine e i nostri piccoli patetici cervelli da primati pieni di confusione riguardo a cosa sia questo mondo. L'unica cosa che importa sono le leggi dell'ecologia [...] La legge per cui l'interesse di una specie deve avere la precedenza rispetto ai diritti individuali dei singoli individui di qualunque specie. [...] Tutti i problemi sono insignificanti, in confronto a quello piu' importante di tutti: la diminuzione crescente della biodiversita' globale. Ed esiste una sola causa per questo problema: la crescita incontrollata della popolazione umana."


"[...] Viviamo in un mondo popolato da decine di milioni di specie e fino a quando a tutte queste specie non sara' riconosciuta una parvenza di diritti, almeno il diritto di sopravvivere, io non potro' interessarmi granche' dei diritti umani."


"[...] Questo movimento non ha bisogno di vigliacchi. Questo movimento ha un immediato bisogno di disciplina, sicurezza e di spirito marziale."

mercoledì 12 settembre 2007

Felix è morto.

Felix: Rest in Peace

È con molto dolore che dobbiamo informarvi della morte di Felix. Le informazioni che ci sono state date dicono che è stato ucciso da quelli che lo hanno tormentato e torturato per quasi un anno.
È difficile comprendere il tipo di persona che possa effettuare procedure barbariche e orribili su una creatura senziente per un anno intero. Questa persona, se quella è effettivamente la parola corretta per un tal individuo (probabilmente sarebbe più adatto “mostro”), è capace di guardare negli occhi una vittima non umana non colpevole ma è incapace di provare sensibilità, rimorso e persino compassione per il dolore e la sofferenza che sta infliggendo su un individuo capace di ogni emozione, dalla paura, alla sofferenza, alla felicità.
Felix certamente non ha provato felicità nell'anno della sua triste vita trascorso all'università di Oxford, ma per dire la verità, probabilmente non avrebbe mai potuto provare felicità o gioia nella sua intera vita. Ha vissuto in una gabbia ed ha sofferto in una gabbia prima di essere ucciso da solo in una gabbia.
Non dimentichiamoci, l'università di Oxford ha il coraggio di dirsi un’istituzione di “eccellenza accademica”! La realtà che la vita Felix è stata violentata non ha niente di accademico, ma ha molto a che fare con l’arroganza; un arroganza degli individui che danno così poco valore alla vita, tanto da poter decidere come e quando concludere una vita senziente e quanta sofferenza infliggere su quella vita.
Malgrado ciò che i rappresentanti dell'università possono dire, gli ultimi mesi di Felix sono stati pieni di dolore, tormenti e molta, molta sofferenza. Questo fatto non si può nascondere e la gente dovrebbe essere informata su cosa Felix abbia subito esattamente nei suoi ultimi mesi. Possiamo ora rivelare che Felix ha avuto la parte superiore del cranio tagliata, procedura che è stata documentata con ricerche su umani e non umani come estremamente dolorosa. Gli elettrodi sono stati infilati di forza nel suo cervello e poi è stato incastrato un “cranial chamber” (una scatola in cima al cranio). Il suo dolore deve essere stato insopportabile ma non ha avuto nessuno per confortarlo. Appena una piccola gabbia lo ha circondato. Non c’erano parenti a coccolarlo per alleviare il suo dolore. È stato solo fino al giorno in cui i suoi torturatori hanno finito con lui; quel giorno lo hanno messo alla morte.
Felix ora è morto ed è importante che noi ci ricordiamo di lui. Abbiamo guardato le sue foto nelle numerose occasioni e ci siamo persi nella sua espressione triste, nella sua faccia dolce. Non lo dimenticheremo mai. Piangiamo, se vogliamo. Non dobbiamo vergognarci di essere addolorati per la sua triste vita. A SPEAK tutti abbiamo versato lacrime per il povero Felix. Abbiamo combattuto per tutti questi mesi per salvare Felix e non abbiamo potuto malgrado tutti i nostri sforzi per ottenerne la liberazione. Tuttavia, la lotta non è stata inutile se continua.
Sì, versare una lacrima, ma questa non è la fine della storia del Felix. È piuttosto l'inizio. Sappiamo più oggi di quanto abbiamo saputo mai circa il progetto per il quale hanno usato ed abusato di Felix fino ad ora. Sappiamo che Felix era solo la prima vittima di un progetto di 5 anni che è cominciato nel 2006; un progetto che prevede l’uso, l’abuso e la morte di 2 macachi ogni anno. Il progetto durerà 5 anni, il che significa che ancora ne mancano circa 4.
Dall'inizio della nostra battaglia per Felix abbiamo detto che Felix era un individuo ma anche un simbolo. Un simbolo non solo per gli oltre 1000 animali che muoiono all'interno dell'università di Oxford ogni anno, ma per le centinaia di milioni che in tutto il mondo sono sacrificati in una pratica scientifica fraudolenta. Abbiamo ancora tanto per cui combattere, e lo dobbiamo per Felix non solo di combattere per la salvezza degli animali, ma dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi, ed è esattamente quello che faremo noi di SPEAK. In primo luogo dobbiamo lottare per l’interruzione del progetto responsabile della sofferenza e della morte di Felix. Ricordiamo questo: 8 scimmie soffriranno lo stesso destino di Felix nei prossimi 4 anni se non fermiamo i vivisettori dell'università di Oxford.
Unisciti a noi. Questa battaglia è lontana dall'essere finita. Gli animali hanno bisogno di te e noi abbiamo bisogno di te dalla nostra parte per combattere questa giusta lotta. Lasciamo che la memoria di Felix viva in tutti noi che ci battiamo per porre fine a questo crimine che è la vivisezione.

martedì 4 settembre 2007

Trova l'intruso...



Manifestazione contro la Oxford University al centro di Oxford. Io c'ero!

Ingrandisci la foto per trovare l'intruso! (la faccia contrita è data dall'enorme peso dello zaino...)

domenica 5 agosto 2007

Scienza



SCIENCE (SYSTEM OF A DOWN)

Making two possibilities a reality,
Predicting the future of things we all know,
Fighting off the diseased programming
Of centuries, centuries, centuries, centuries.

Science fails to recognize the single most
Potent element of human existence
letting the reigns go to the unfolding
Is faith, faith, faith, faith.

Science has failed our world
Science has failed our Mother Earth.

Science fails to recognize the single most
Potent element of human existence
letting the reigns go to the unfolding
Is faith, faith, faith, faith.

Science has failed our world
Science has failed our Mother Earth.
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things,
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things.

letting the reigns go to the unfolding
Is faith, faith, faith, faith
letting the reigns go to the unfolding
Is faith, faith, faith, faith.

Science has failed our world
Science has failed our Mother Earth.

Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things,
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things,
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Spirit-moves-through-all-things
Science has failed our Mother Earth. Rendere reali due possibilità

SCIENZA

Predire il futuro di cose che sappiamo tutti
Combattere la morbosa programmazione
dei secoli, secoli, secoli, secoli

La scienza sbaglia a non riconoscere il più potente
singolo elemento dell'esistenza umana
che ha permesso ai regni di andare verso l'inesplorato
E' la fede, la fede, la fede, la fede.

La scienza ha fallito nel nostro mondo
La scienza ha fallito con la nostra Madre Terra.

La scienza sbaglia a non riconoscere il più potente
singolo elemento dell'esistenza umana
che ha permesso ai regni di andare verso l'inesplorato
E' la fede, la fede, la fede, la fede.

La scienza ha fallito nel nostro mondo
La scienza ha fallito con la nostra Madre Terra.
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa

Ha permesso ai regni di andare verso l'inesplorato
E' la fede, la fede, la fede, la fede,
Ha permesso ai regni di andare verso l'inesplorato
E' la fede, la fede, la fede, la fede,

La scienza ha fallito nel nostro mondo
La scienza ha fallito con la nostra Madre Terra

Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
Lo-spirito-che-si-muove-attraverso-ogni-cosa
La scienza ha fallito con la nostra Madre Terra.

sabato 4 agosto 2007

La morte inquina


Se un chilo di carne inquina peggio di un Suv
Una ricerca giapponese mette all'indice l'allevamento.
Consuma troppa energia


Dall'ennesimo studio sull'ambiente - questo è giapponese e apparirà sul prossimo numero di New Scientist - arriva un colpo basso ai carnivori, soprattutto se si vantano di essere ecologisti: un chilo di bistecca produce una quantità di gas serra maggiore di quella che richiede un'attività evidentemente e pesantemente inquinante come guidare un Suv per tre ore. Lasciando, nel frattempo, tutte le luci di casa accese.

Il team guidato da Akifumi Ogino del National Institute of Livestock and Grassland Science, a Tsukuba, nella sua ricerca ha calcolato il costo ambientale derivante dall’allevamento di bestiame con metodi tradizionali, dalla successiva macellazione e dalla distribuzione della carne. Dimostrando come mangiarsi una fiorentina sia, in pratica, un oltraggio all'integrità della natura. Produrre un chilo di carne, hanno calcolato gli scienziati, immette nell’atmosfera l’equivalente di 36,4 chili di diossido di carbonio, il famigerato gas C02, principale imputato perresponsabile dell’effetto serra.

Si tratta, in gran parte, di emissioni di metano, rilasciato dal sistema digestivo del bestiame. Molto naturale,ma, ahimè, molto nocivo. E non solo all'olfatto. Ma c'è di più. L’energia necessaria per produrre e trasportare il mangime necessario a nutrire l’animale è pari a quella che serve a tenere accesa una lampadina da 100-watt per quasi venti giorni.

Non sono propriamente novità: da tempo uno dei cavalli di battaglia dei vegetariani sarebbe il minor impatto ambientale dell'agricoltura rispetto all'allevamento e la possibilità di nutrire molte più persone a parità di consumo.

E se proprio dev'essere carne, almeno che sia biologica. Stavolta lo studio viene dalla Svezia ed è un po' datato, del 2002: sostiene che la carne di produzione biologica produce il 40 per cento in meno di gas responsabili dell’effetto serra e richiede l’85 per cento in meno di energia perchè l’animale mangia erba invece di mangime concentrato.
E come la mettiamo con lo studio, recentissimo e inglese, che accusa l'agricoltura biologica di essere altamente inquinante?

CARLA RESCHIA

Fonte:www.lastampa.it

lunedì 30 luglio 2007

Primum non nocere



Dal Giuramento di Ippocrate: Giuro di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita.

[COMUNICATO STAMPA]
DA "THE SCIENTIST" DURA CRITICA AI
"MODELLI ANIMALI" PER LO STUDIO
DELLE MALATTIE UMANE
28 luglio 2007
Il numero di luglio 2007 di The Scientist pubblica un articolo molto interessante ed estremamente critico contro la pratica della sperimentazione animale nella ricerca medica e nello sviluppo di nuovi farmaci, intitolato: "Il problema dei modelli animali - Perché i successivi test sugli umani non hanno successo?".
L'articolo, molto approfondito e circostanziato, mostra in quali modi e per quali motivi le ricerche e i test di farmaci fatti sugli animali sono del tutto inutili: non solo per l'ovvia differenza tra le specie, ma anche per altre ragioni più complesse. L'analisi prende le mosse dal fallimento dei test sui pazienti umani dell'ultima sostanza contro l'ictus cerebrale ischemico che sembrava così promettente quando provata sugli animali, l'NXY-059, ma si allarga poi a esaminare i motivi delle tantissime discrepanze tra risultati su animali e su umani, perché questo è tutt'altro che un caso isolato.
Ne emerge un quadro assolutamente desolante, che dà ancora una volta ragione al crescente movimento scientifico antivivisezionista.
Le difficoltà di usare i modelli animali per studiare le malattie umane derivano com'è noto dalle differenze metaboliche, anatomiche, cellulari tra gli umani e gli altri animali, ma i problemi sono anche altri, e non sono eliminabili.
Per il modo stesso in cui i test sono effettuati, i risultati vengono per forza falsati, per cui non sarebbero validi nemmeno se si studiassero le malattie di quella specie animale, figuriamoci poi cercare di traslare i risultati sugli umani.
Ad esempio, Jeffrey Mogil, ricercatore in psicologia della McGill University di Quebec, spiega che i topi mostrano un "dolore empatico" verso i loro compagni di gabbia che stanno male. Vale a dire, se vedono un loro compagno che sta male, mostrano anche loro i sintomi del malessere, e un osservatore esterno difficilmente riesce a distinguere i due casi. Un altro esemepio è quello dell'influenza dei ricercatori stessi: la sola presenza del ricercatore può alterare il comportamento dei topi. E questo falsa ogni tipo di statistica e rende il test privo di valore.
Ci si aspetta che chi usa animali sia convinto dell'efficacia e scientificità delle sue azioni, se non altro, e quindi esegua i propri esperimenti scegliendo la specie "più adatta" secondo criteri scientifici (almeno, dal suo punto di vista). Ma così non è: gli animali sono scelti in base a criteri economici e di praticità, quindi "a caso", per quanto riguarda l'aspetto scientifico.
Dichiara infatti Michael Festing, uno scienziato esperto di animali di laboratorio, da poco in pensione, che lavorava presso il Consiglio per la Ricerca Medica del Regno Unito: "La scelta della specie animale è piuttosto limitata. Esistono 4.000 specie di roditori, ma ne usiamo solo tre o quattro. E c'è scarsità di qualsiasi cosa che non sia un roditore, e in alcuni casi siamo costretti a usare cani e gatti, il che è un problema dal punto di vista etico, e primati, anche loro un problema dal punto di vista etico. Così la scelta del modello animale è fatta automaticamente: eliminando tutti quelli che non vanno bene, e scegliendo quel che rimane."
"Quel che rimane da augurarsi" dichiarano gli attivisti di AgireOra Network, che ha diffuso sul suo sito un articolo che riporta i punti più importanti dell'articolo di The Scientist "è che, grazie ad articoli come questo, che iniziano a essere più diffusi rispetto ad anni fa, la scienza medica sperimentale inizi a diventare più 'rispettabile' sia dal punto di vista etico che scientifico, eliminando al più presto i test di qualsiasi tipo su animali, inutili, fuorvianti, obsoleti."
Comunicato di:
AgireOra Network
www.agireora.org - info@agireora.org
tel.: 3336705842 (da non pubblicare)
Note:
Fonte: The Scientist, The Trouble With Animal Models - Why did human trails fail?, di Andrea Gawrylewski, luglio 2007

venerdì 11 maggio 2007

Uccidere per guarire? L'idea ci sembra strana...



NOVIVISEZIONE.ORG: "L'AZALEA DELLA RICERCA
FINANZIA LA VIVISEZIONE. SCEGLIAMO UNA
RICERCA CHE CURI DAVVERO I MALATI, NON I TOPI!"
8 maggio 2007
Il 13 maggio, come ogni anno, l'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i propri progetti con la vendita delle azalee. Parte di questi fondi, pero', vengono usati per finanziare la vivisezione, vale a dire, esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente, ed in piu' in una specie molto diversa dalla nostra.
In questi ultimi anni sono stati pubblicati su varie riviste scientifiche internazionali alcuni articoli di critica esplicita alla sperimentazione su animali: e' giusto che il pubblico sia informato di come questa pratica sia sempre piu' contestata, a livello scientifico.
Nel dicembre 2006 e' stato pubblicato sulla rivista British Medical Journal l'articolo "Confronto degli effetti delle cure provate su animali e clinicamente: una revisione sistematica". Gli autori hanno trovato ampie discordanze di risultati tra le prove su animali e quelle su umani ed affermano "La nostra revisione sistematica fornisce indicazioni sulla limitatezza dei modelli animali, e sulla loro incapacita' di rappresentare le corrispondenti malattie negli umani". I risultati nei sei casi esaminati (per ciascun caso sono stati esaminati molti articoli della letteratura scientifica) sono stati vari: in tre casi ci sono stati risultati simili, in altri tre casi no. In sostanza, un po' come tirare una moneta: 50% di possibilita' di avere risultati su animali congruenti con quelli sugli umani!
"Chiunque voglia evitare di donare il suo denaro per contribuire a una pratica non scientifica e non etica, come quelle della vivisezione, ricordi che l'AIRC, come quasi tutte le associazioni per la ricerca medica, finanzia studi su animali" affermano i gestori di NoVivisezione.org, il portale dell'antivivisezionismo in Italia.
Stando alle ultime statistiche del Ministero della Salute in merito al numero di animali usati come cavie di laboratorio, negli ultimi anni vi e' stato un incremento del 40%, decisamente elevato, nell'uso di animali nella ricerca di base.
"Questo incremento" spiegano gli antivivisezionisti "è stato pagato coi nostri soldi. E' stato svolto nelle università - sovvenzionate con denaro pubblico - e presso i laboratori delle associazioni per la ricerca medica che chiedono ogni anno l'aiuto di tutti i cittadini generosi con le loro maratone televisive e altri eventi di raccolta fondi. Parte di questi soldi non vanno dunque ad aiutare i malati, con una vera ricerca medica, ma vengono spesi per fare 'ricerca' su malattie fasulle create artificialmente su una specie diversa da quella umana." Concludono i volontari del portale NoVivisezione.org: "E' dunque importantissimo scegliere per le nostre donazioni una associazione che non finanzi la vivisezione, e parlare di questa situazione con quante piu' persone possibile, invitando anche loro a non fare donazioni a chi finanzia questa pratica. Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il nostro sito, www.novivisezione.org, in particolare la pagina dell'iniziativa 'Per una ricerca di base senza animali'".
Comunicato di:
NoVivisezione.org
http://www.novivisezione.org - info@novivisezione.org

venerdì 6 aprile 2007

La Pasqua senza agnello. Anzi con l'Agnello vero.


Dal discorso di Papa Benedetto XVI in occasione della Coena Domini: "Gesù ha celebrato la Pasqua con i suoi discepoli probabilmente secondo il calendario di Qumran, quindi almeno un giorno prima – l’ha celebrata senza agnello, come la comunità di Qumran, che non riconosceva il tempio di Erode ed era in attesa del nuovo tempio. Gesù dunque ha celebrato la Pasqua senza agnello – no, non senza agnello: in luogo dell’agnello ha donato se stesso, il suo corpo e il suo sangue. Così ha anticipato la sua morte in modo coerente con la sua parola: “Nessuno mi toglie la vita, ma la offro da me stesso” (Gv 10,18). Nel momento in cui porgeva ai discepoli il suo corpo e il suo sangue, Egli dava reale compimento a questa affermazione. Ha offerto Egli stesso la sua vita. Solo così l’antica Pasqua otteneva il suo vero senso.

San Giovanni Crisostomo, nelle sue catechesi eucaristiche ha scritto una volta: Che cosa stai dicendo, Mosè? Il sangue di un agnello purifica gli uomini? Li salva dalla morte? Come può il sangue di un animale purificare gli uomini, salvare gli uomini, avere potere contro la morte? Di fatto – continua il Crisostomo – l’agnello poteva costituire solo un gesto simbolico e quindi l’espressione dell’attesa e della speranza in Qualcuno che sarebbe stato in grado di compiere ciò di cui il sacrificio di un animale non era capace. Gesù celebrò la Pasqua senza agnello e senza tempio e, tuttavia, non senza agnello e senza tempio. Egli stesso era l’Agnello atteso, quello vero, come aveva preannunciato Giovanni Battista all’inizio del ministero pubblico di Gesù: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!” (Gv 1,29). Ed è Egli stesso il vero tempio, il tempio vivente, nel quale abita Dio e nel quale noi possiamo incontrare Dio ed adorarlo. Il suo sangue, l’amore di Colui che è insieme Figlio di Dio e vero uomo, uno di noi, quel sangue può salvare. Il suo amore, quell’amore in cui Egli si dona liberamente per noi, è ciò che ci salva. Il gesto nostalgico, in qualche modo privo di efficacia, che era l’immolazione dell’innocente ed immacolato agnello, ha trovato risposta in Colui che per noi è diventato insieme Agnello e Tempio.

Buona Pasqua!
Approfondimento 1
Approfondimento 2
Approfondimento 3

mercoledì 21 marzo 2007

Tanti innocenti morti per un incosciente vivo. Bravo Mastrogiacomo!


Appena liberato il giornalista italiano rapito in Afghanistan già impazza la polemica sulla legittimità di uno “scambio di prigionieri” con i rapitori, terroristi senza scrupoli che hanno indiscutibilmente ottenuto così una vittoria de facto sul governo Karzai e sull’Italia stessa.
È legittimo, anzi direi sacrosanto, chiedersi se sia stato davvero giusto lasciare in libertà cinque uomini condannati per essere dirigenti di un movimento terroristico che si è macchiato negli ultimi anni di gravissimi fatti di sangue ai danni non già delle truppe internazionali – considerate invasori – bensì della popolazione civile, dei bambini nelle scuole, dei fedeli nelle moschee, delle donne nei mercati.
Il governo italiano ha costretto Karzai a rimettere in libertà coloro che da domani stesso si daranno da fare per pianificare la morte di quanti più innocenti possibile, e così destabilizzare l’area. Tutto questo per salvare la vita ad un giornalista straniero, che in barba a qualsiasi buon senso aveva deciso – complice la brama di portare a casa un bello scoop per il proprio giornale – di oltrepassare il confine delle zone controllate dalle forze regolari del governo di Karzai e di sconfinare nel territorio in mano alle milizie talebane. Deliberatamente e coscientemente.
Ricapitolando: per la bravata di uno solo, smanioso di sentire i complimenti dei lettori radical-chic nei salotti bene dove si legge Repubblica, sono morti, irrimediabilmente ed atrocemente, una, forse due persone e non si contano quante ne moriranno ancora.
Morto è infatti l’autista del convoglio (del quale possiamo solo immaginare la tragedia nel dover scegliere se lavorare con gli europei, e rischiare di essere ucciso, o restare disoccupato e morire di fame) il quale è stato soffocato nella sabbia e decapitato dai rapitori di Mastrogiacomo. Morto potrebbe essere anche l’interprete, del quale non si è saputo più nulla. Morti saranno tanti innocenti, colpevoli soltanto di trovarsi in un certo mercato, in una tale moschea, in una determinata strada nel momento in cui qualcuno ha deciso di far esplodere chilogrammi di tritolo. Quel qualcuno che Mastrogiacomo ha fatto sì tornasse a seminare morte per le strade di quella terra martoriata. Laggiù, lontano dai nostri occhi, distratti a guardare le commoventi immagini di un uomo che torna a casa.
Un uomo che, oggi, ha la penna sporca del sangue di troppe persone. Ma tanto è sangue afghano, non fa notizia.

domenica 18 febbraio 2007

Lo scandalo "bipartisan"

Guadagni dei Parlamentari:

€. 5.419,46 - Indennità parlamentare netta
€. 749,79 - Ritenute previdenziali
€. 503,59 - Ritenute assistenziali
€. 749,79 - Fondo per l’assegno di fine mandato (di cui percepirà l’80%)
€. 962,42 - Fondo per l’assegno vitalizio (di cui percepirà dal 25% all’80%)
€. 3.555,63 - Ritenuta fiscale
€. 4.003,11 - Diaria
€. 4.190,00 - Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
Incalcolabile - Tessere per la libera circolazione
Trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di
Fiumicino e Montecitorio,
da €. 1.107,90 a €. 1.331,70 - Rimborso spese mensili e
€. 258,16 (media) – Rimborso per ragioni di studio (salvo quanto incalcolabile)
€. 258,16 - Spese telefoniche

Un Deputato ci costa minimo €. 21.869,91 al mese
630 Deputati = €. 13.778.043,30 al mese
(da: http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=2&id_articolo=1923)

Approfondite gente:
Il Giornale
L'espresso
Ragionpolitica
Il Giornale/2
Voce d'Italia
I fatti.com

venerdì 16 febbraio 2007

L'inesperienza...


Barzan al-Tiqriti è stato decapitato dalla corda che lo doveva impiccare, probabilmente per l'inesperienza del boia.
L'inesperienza del boia.
E' giovane il ragazzo. Si farà...

sabato 3 febbraio 2007

L'irresistibile tentazione della violenza

Un altro morto incredibile. Filippo Raciti, agente di polizia siciliano, una moglie e due figli da mantenere, non è più vivo.
http://www.youtube.com/watch?v=Pvh61d492ZA
La colpa, mi piacerebbe nessuno lo negasse, è della nostra bella società, democratica, libera, laica e chi più ne ha più ne metta.
Insomma non voglio far polemica, ma secondo voi perché ogni società - dagli zulu agli aborigeni, dagli eschimesi ai cinesi - si fonda su una serie di valori condivisi, riconosciuti da tutti, che per quanto a noi possano apparire relativi nessuno osa contestare perché è su di essi che si fonda il vivere comune? Perché ogni civiltà, ogni cultura organizza un rito di iniziazione che permette agli adolescenti di entrare a pieno titolo nella società, il più delle volte attraverso un rituale doloroso nel quale è necessario dimostrare coraggio, sopportazione, spirito di sacrificio. Quel rituale vuole dire "sono disposto a soffrire per il mio popolo". Quel rituale è stato sublimato, nella società moderna, nel servizio militare. Un anno in cui gli adolescenti non potevano rifugiarsi dietro le gonnelle protettive della mamma e si incontravano-scontravano con coetanei a volte più forti, a volte più prepotenti. E in questo scontro psicologico uscivano finalmente uomini. Un anno nel quale si imparava a canalizzare e finalizzare la violenza, che è parte imprescindibile di ogni uomo ma che fino a quando ci convinceremo ideologicamente che non deve esistere non sapremo affrontarla.
Durante il servizio militare si compiva dunque il "rito di iniziazione" del mondo moderno. Imparare a sparare e ad esercitare la naturale tendenza alla violenza finalizzandola però alla difesa dell'intera comunità, di ciò che si è.
Abolito il servizio militare l'adolescente ha perduto il proprio rito di iniziazione, e per sentirsi finalmente uomo si è inventato i grandi mali degli ultimi anni: bullismo, violenza negli stadi, eccetera eccetera eccetera.
Aggiungeteci che i valori condivisi di cui parlavo abbiamo deciso di renderli relativi, opinabili, teorici, quasi inesistenti e avrete la causa prima se non unica di una società ostaggio ormai della violenza immotivata.

sabato 13 gennaio 2007

Marzabotto, giustizia è fatta.


Non lo si ripete mai abbastanza: non esiste infamia subita, non esiste paura, non esiste rabbia, non esiste tradimento ricevuto, non esiste 8 di settembre che basti a giustificare il massacro gratuito ed inutile di ottocento civili inermi.

Sarebbe bello vedere sentenze simili anche per altri massacri di eguale orrore. Dalle violenze dei soldati americani e marocchini nell'Italia "liberata", all'epurazione etnica ai danni di qualsiasi italiano, compiuta a guerra finita dalle armate di Tito nell'Istria e nella Venezia Giulia occupate.

Ma questa è un'altra storia: chi vince ha sempre ragione.

venerdì 5 gennaio 2007

Solidarietà al popolo corso!


C'è un popolo che ancora soffre un'oppressione ingiusta, un popolo che anela alla libertà, un popolo che vive a pochi chilometri dalle coste della Toscana e che parla dialetti affini al gallurese, al toscano, al genovese, ma è costretto a subire ancora oggi persecuzioni, galere, umiliazioni. E' il popolo corso.


Nel 2000 sulla spianata delle moschee, quando Sharon decise di fare una criminale passeggiata e causare così la seconda sanguinosissima Intifada, ancora non conclusa, che ha causato migliaia di morti da entrambe le parti.

Come nel 2000 in Terra Santa, Sarkozy - il Ministro degli Interni Francese - si appresta ora a fare una passeggiata in Corsica, in mezzo ad una popolazione che subisce ancora leggi speciali come quella che vieta ai padri di dare nomi italiani ai figli. Il fiero popolo corso ha reagito seminando bombe per tutta l'isola, sbagliando come sanno fare i popoli costretti all'angolo.


In Corsica si trovano ancora giornali in lingua italiana, fino agli anni '70 c'erano ancora preti che facevano prediche in Italiano, uno dei dialetti parlati è considerato il più vicino, dopo il toscano, alla lingua italiana pura.


Essere dalla parte dei popoli oppressi è un dovere morale...

CORSICA LIBERA!

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