mercoledì 30 agosto 2006

La destra e l'occasione perduta

Il centrodestra ha perso una buona occasione per dimostrare coerenza e maturità.
Se c'è un campo in cui il governo Prodi si è comportato in maniera esemplare, bé quello è proprio la crisi Israelo-Libanese.
Ponendosi come parte terza, evitando di schierarsi con gli uni anziché contro gli altri, decidendo da subito l'invio di un numero considerevole di soldati, mantenendo una posizione centrale e investendo l'Europa di una responsabilità storica: dimostrare di esistere.
Insomma, la lezione del governo Berlusconi è stata capita ed assimilata in casa Ulivo. Basta con l'italietta spaghetti e mandolino, il nostro paese ha le capacità di governare i processi internazionale dal centro, guidando persino il faticoso macchinario Europa e ponendosi al centro della scena politica internazionale in maniera matura e credibile. Esattamente quello che la destra ha detto di voler fare.
Invece oggi no, le cose sembrano essere cambiate in casa CdL. Ciò che era giusto quando lo dicevamo noi risulta oggi sbagliato perché detto da Prodi e D'Alema. E a rimetterci è la credibilità.
Non si può infatti parlare per cinque anni di coraggio in politica estera, di credibilità internazionale, di impegno, di ruolo centrale dell'Europa, e non appena cambia il governo sostituire a questi termini i contrari. E così inizia la cantilena: "troppi rischi" , "troppo protagonismo", "troppo trionfalismo".
Io sono stato tra i sostenitori della guerra in Iraq, ma veramente crediamo che fosse una missione "priva di rischi"? Il pericolo è riservato a chi si mette in gioco, chi ne sta fuori vive tranquillo. Ma da che parte è più giusto stare?
Quanto al protagonismo di Prodi, che ci piaccia o no è il Presidente del Consiglio: il suo protagonismo è quello dell'Italia intera. E poi quanto abbiamo sorriso del protagonismo berlusconiano?
Sul trionfalismo vorrei sorvolare: solo un cieco morto non si accorgerebbe che questa missione è per la prima volta una missione europea, che l'Europa che ha sempre nicchiato sulle proprie responsabilità stavolta è in prima linea guidata nientepopodimeno che dall'Italia, con la turnazione nel comando e il Generale Castagnetti fisso all'ONU.
Altro che gollismo!
Insomma, la CdL ha perso una splendida occasione per fare una bella figura. Sarebbe bastato riconoscere la maturità del comportamento del Governo in questa occasione e metterlo anzi all'angoletto sulle proprie contraddizioni interne, sul cambio di rotta tra Afghanistan, Iraq e Libano. Insomma metterne a nudo le povertà, invece che rifiutare di ammettere che hanno imparato la nostra lezione.
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