lunedì 3 aprile 2006

La prima pietra

È sicuramente una delle situazioni più difficili per un cristiano. Se la democrazia forse un valore universale, se la si applicasse anche in questi casi, gli elettori non avrebbero dubbi: chi ha ucciso Tommaso merita la morte. Lo pensano tutti, lo si sente dire agli angoli delle strade, e forse significa che il nostro popolo è ancora in grado di amore, quell'amore che non può evitare di trasformarsi in rabbia, in odio addirittura.
Neanche a farlo apposta, il Vangelo di oggi racconta un episodio simile: un caso di palese ingiustizia, un episodio di manifesta iniquità, una flagranza di reato che suscita rabbia, per la quale la legge prevede la morte.
Ma chi può dare questa morte? Chi è autorizzato ad interrompere la vita, chi è in grado di giudicare l'autore di un delitto, per quanto odioso e inaccettabile, come meritevole di morte?
"Chi è senza peccato", è la risposta.
E cioè nessuno.
Allora mettiamo via i propositi bellicosi, riponiamo la forca nei ricordi del passato e spendiamo qualche minuto per pregare per l'anima di Tommaso.
E per l'anima di tutte le vittime innocenti dell'odio: i preti nel mondo, la cui uccisione è diventata una moda per qualcuno, gli animali nei laboratori della vivisezione e negli stabulari, vittime "non intelligenti" dell'"intelligenza" dell'uomo.
E per il assassini di Tommaso. Le cui anime hanno bisogno più che mai delle nostre preghiere.

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