martedì 7 febbraio 2006

Il fuoco


Il fuoco sembra essere il simbolo visibile di questo scontro di culture.
Il fuoco che arde bandiere ambasciate, simboli e uomini e` il fuoco ustionante di cui ha troppa paura un`Occidente al tramonto delle idee, un Occidente in crisi nera fra i propri sogni di multiculturalita` ed il senso del reale, un Occidente in bilico fra identita` negate e ideologie imposte, un Occidente a mezza strada fra una illuministica "tolleranza" del diverso e l`angoscia che da`una pianura infinita, uno spazio vuoto nel quale i totem erosi dal vento diventano simulacri di un passato da demonizzare.
La terra dove muore la stagione non sta reagendo bene alla sfida delle identita`.
Gli arabi credono davvero, lo dimostrano ogni giorno imbottendosi di esplosivo non per giacere con settanta vergini - come all`Europa piace fingere di credere - ma per servire un`interpretazione demoniaca di un grande monoteismo, una interpretazione che discrimina chi ama la morte da chi la teme, sostituendo la piu` antica differenza fra chi ama Dio e chi lo deve temere.
L`Islamismo del III Millennio fa della morte il nuovo dio, il profeta di un tempo immortalem di un regno dei cieli per pochi e di un inferno in terra per tutti.
L`Occidente reagisce fuggendo.
Costretto a giustificare il ricorso alla forza di fronte ai propri sensibili cittadini (o meglio, elettori), l`Occidente ha appeso al chiodo la propria storia, fuggendo il confronto in quanto tale invece di contrapporre alle argillose casupole altrui il colosso millenario della propria marmorea identita`.
E cosi` le chiese sono vuote, Gesu` Cristo e` un`immagine da demonizzare con la satira blasfema almeno quanto Maometto.
Cio` che non capisce chi a destra si ostina a difendere le vignette sul profeta dei musulmani e` che la penna che le ha immaginate non e` il precursore di un risveglio identitario che cerca lo scontro vivificante; e` bensi` la negazione laicista di qualunque identita`, la vigliaccheria di chi si ostina a rifiutare il confronto e lo scontro, perche` significherebbe scegliere di stare da una parte.
Le vignette su Maometto rappresentano un`altra arrogante manifestazione di quel relativismo protestante, di quel pensiero debole nordeuropeo che ha permesso di girare il film "il Codice Da Vinci" nelle proprie chiese dietro lauto pagamento.
Don Andrea Santoro e` solo la prima vittima: colpevole di essere corso in prima linea mentre la fanteria si ritirava senza combattere.
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